Bari – La ‘Passione’ di John Turturro un italo americano innamorato di Napoli

Con una “tazzurella di caffè” , inizia la conferenza stampa con il regista e attore italo-americano, John Turturro, a dimostrare come si è ben calato nei panni dell’italiano, rinunciando al beverone americano.
John Turturro in questi giorni è a Bari e al Cineporto ha presentato il suo ultimo lavoro cinematografico, un documentario musicale “Passione” un omaggio a Napoli e alla canzone napoletana, film presentato anche fuori concorso al Cinema di Venezia.
A fare gli onori di casa il direttore dell’Apulia Film Commission, Silvio Maselli e il direttore artistico , Angelo Ceglie che hanno spiegato questo incontro fortemente voluto dall’AFC perché con la realizzazione del progetto “D’Autore” si prefiggono di trasmettere film di qualità nelle piccole sale cinematografiche, conservando un rapporto forte tra cinema e autori stessi, andando controcorrente a tutto ciò che è considerato evento.
“Passione” è un film che è tutto nel titolo, dove il coinvolgimento dell’autore è estremamente partecipativo .
La prima domanda nasce spontanea : Come nasce questo progetto e perché Napoli e la canzona napoletana ? R.: E’ stato il regista Francesco Rosi ad aprirmi le porte di questo mondo.
Dopo aver lavorato 5 anni a “La Tregua” di Primo Levi, mi ha fatto esplorare l’opera di Edoardo De Filippo “Questi Fantasmi” perché riteneva che avessi la sensibilità giusta per poterla interpretare.
L’ho rappresentato anche a New York, ma emozionante è stato presentarlo al pubblico napoletano , avvenuto subito dopo la morte di mia madre.
Così nel tempo libero assieme a Max Casella a Carlo Macchitella, ci piaceva girare per i vicoli e sono stato colpito dalla generosità della gente che aveva poco ma era capace di donare.
Rimasi sorpreso quando proprio Marco Macchitella e Roberto Cicutto mi proposero di dirigere questo film che esplorava Napoli e anche se la mia famiglia è di origine italiana, mio padre di Giovinazzo , paese in provincia di Bari e mia madre siciliana, nonostante tutto sentivo che questa era una nuova esperienza e per affrontarla ho dedicato due anni a studiare la musica napoletana.
Mi piace tutta la musica in genere ma fare questo viaggio nella tradizione della canzone napoletana è stata un’esperienza pregnante che è andata oltre le mie aspettative, tanto da farmi considerare Napoli il juke box più grande del mondo, dove c’è una forte sintonia tra parola , poesia e musica.
Ho avuto un approccio rispettoso verso queste tradizioni forse perché le ho osservate con l’occhio del [...]

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