Baster la vittoria del NO per fermare la riforma costituzionale?

Passata l’euforia o smaltito lo shock per l’esito del referendum costituzionale, credo sia doveroso da parte di tutti e in particolare di chi ha votato No, riflettere su quello che potrebbe accadere nel prossimo futuro del nostro Paese.
In quanto io sono dell’avviso che non sia bastato il No per bloccare la riforma, in particolare per la parte d’essa che era fortemente voluta dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti, e dal colosso finanziario JP Morgan, da quei poteri forti in sintesi che vedono tutt’ora nella nostra costituzione, definita troppo democratica,  un ostacolo in quanto a loro dire soffre di enormi problemi, tra cui un Governo troppo debole rispetto al Parlamento, troppo potere alle Regioni, troppi diritti per i lavoratori, troppo diritto di dire la propria “se i cambiamenti sono sgraditi.
Questo rende l’Italia troppo rigida rispetto alle esigenze delle grandi potenze finanziarie mondiali, che operano più facilmente in contesti semplificati, in cui è più semplice imporre le loro regole.
Da qui emerge come Renzi non sia stato altro che uno strumento nella mani di questi poteri forti, di conseguenza non basteranno le sue dimissioni, per altro congelate fino all’approvazione della legge di bilancio, per fermare queste riforme, semplicemente credo che cambieranno strategia pur di attuarle, in pratica cambieranno lo strumento ma non il fine del suo utilizzo, perché certi poteri non accettano mai un No come risposta! Del resto la casta non è nuova nel ribaltare l’esito dei referendum quando essi sono particolarmente scomodi, come in questo caso, basti pensare al referendum che diceva No al finanziamento pubblico dei partiti, che è stato praticamente reso nullo semplicemente cambiando denominazione: “rimborso elettorale”.
Si cambiano le parole ma non la sostanza dei fatti.
Lo stesso dicasi sul referendum che aveva posto il divieto sulla privatizzazione dell’acqua, che è stato sfrontatamente ignorato.
Sicuramente falsare o ignorare l’esito di questo referendum sarà più complesso, in quanto trattasi di una riforma costituzionale, ma i nostri politici sanno essere molto fantasiosi e creativi in questi casi.
    Spero vivamente di sbagliarmi, così come ho fatto per la previsione dell’esito referendario, ma sono dell’avviso, visti gli attori in gioco, che questa riforma costituzionale per i motivi illustrati sopra “dovrà” passare in qualche modo.
Dobbiamo quindi stare molto attenti a come cambierà lo scenario politico nei prossimi mesi e alle riforme che verranno proposte. 

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