Bce, economisti: “Invece che comprare bond dia i soldi direttamente ai cittadini o finanzi investimenti pubblici”

di Mauro Del Corno | 29 marzo 2016 dal Fatto Quotidiano   Tutte le medicine hanno controindicazioni che aumentano con l’intensificarsi dei dosaggi e il prolungamento della cura.
I programmi di “quantitative easing” varati dalle banche centrali per tentare di rimettere in salute economie debilitate non fanno eccezione.
Acquistare titoli di Stato e bond societari per un ammontare fino a 80 miliardi di euro al mese come fa ora la Banca centrale europea ha il duplice effetto di aumentare la moneta in circolazione e sostenere i valori degli asset finanziari.
Due elementi che dovrebbero spingere l’economia ma che vanno a favorire soprattutto le istituzioni finanziarie e le classi più abbienti accrescendo le diseguaglianze.
In pratica si tratta di politiche monetarie regressive.
Così, anche a fronte di risultati che tardano a farsi sentire, il malcontento verso le mosse di Francoforte aumenta.
E’ in questo quadro che la scorsa settimana il movimento “Quantitative easing for the people” ha illustrato le sue tesi davanti al Parlamento europeo.
Il movimento ha sinora raccolto l’adesione di 65 tra economisti di università europee, commentatori e professionisti della finanza ed è sostenuto da 21 associazioni dei quasi tutti i paesi europei.
La tesi è che nella sua forma attuale il programma di acquisto titoli provoca più danni e pericoli che vantaggi.
In alternativa, suggeriscono i firmatari, i soldi dovrebbero essere iniettati direttamente nell’economia reale per finanziare ad esempio investimenti pubblici per infrastrutture “verdi” o per programmi di edilizia sociale.
In senso un po’ provocatorio ma neppure troppo i promotori calcolano che se i fondi della Bce venissero versati direttamente alle famiglie ogni europeo riceverebbe un assegno mensile di 175 euro.
In questo modo, secondo i promotori del movimento, gli effetti su crescita economica, consumi ed occupazione sarebbero decisamente più efficaci.
Tra i nomi che sponsorizzano Qe for the people ci sono anche l’antropologo statunitense Dave Graeber, autore di un fortunato saggio sull’evoluzione del concetto di debito nella storia, e gli italiani Luca Ciarroca e Stefano Sylos Labini.
Il tema dei possibili guasti prodotti da politiche monetarie ultraespansive e acquisto di titoli da parte delle banche centrali non è nuovo.
Basti pensare che già nel 2012 un insospettabile come l’allora capo economista del Fondo monetario internazionale e attuale presidente della banca centrale dell’India Raghuram Rajan affermò che questa era una via per [...]

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