Beautiful day

Sono trascorsi quindici anni da quando gli U2 avevano annunciato il famigerato "ritorno alle origini", dopo la sbornia elettronica e sperimentale degli anni '90, che li aveva portati ad esplorare nuovi territori sonori, ma forse nello stesso tempo a perdere un po' di quella loro identità di rock band salvifica, che si era formata nel corso degli anni '80.
Appena conclusa la PopMart, gli U2 rimettono mano agli archivi, e avviarono un nuovo contratto con la Island Records per la compilazione di tre greatest hits, di cui The best of 1980-1990 (pubblicato nel 1998) fu il primo capitolo.
Questa raccolta servì pure al pubblico degli U2 a ricongiungersi con un periodo artistico della band, che ormai pareva lontano, sepolto da limoni giganti, effetti speciali, e musica techno.
In concomitanza con questo, gli U2 avviarono le registrazioni del nuovo album (registrazioni che si protrarranno per oltre un anno e mezzo, e che avevano però un unico obiettivo: tornare a suonare semplici e immediati, esattamente come un tempo.
Nel settembre del 2000, le radio di tutto il mondo cominciarono a trasmettere Beautiful day, il singolo che anticipava e lanciava il nuovo album in uscita: All that you can't leave behind.
Il pezzo si stagliava su una sonorità pop rock di ampio respiro, aperto da tastiere, batteria elettronica, e chitarre.
La melodia, semplice e ruffiana, entrava efficacemente in testa, e rimbalzava con tutta la sua portata di sano ottimismo.
Prendere il lato positivo della vita, soprattutto dopo l'introspezione cupa e funesta di Zooropa e Pop (alcuni dei testi di questi album sono tra i più cupi e tormentati dell'intera band).
Spiega Bono in un'intervista: "La canzone descrive quello che succede ad una persona quando tocca il fondo, lo zero, e non ha più niente da perdere, capisce che poi non è così tanto male vivere senza il peso che le relazioni e il possesso regolarmente ti danno.
E' come liberarsi di un peso, e nel momento in cui non lo hai più non sai nemmeno perché lo hai sopportato per così tanti anni.
Ho un amico molto famoso nel mondo dei computer, che aveva una sua azienda personale da mandare avanti, tanto che in pratica per anni ed anni non e' mai uscito dalla stanza in cui gestiva i suoi affari.
Un giorno gli hanno diagnosticato un cancro, e così all'improvviso si è ritrovato col pensiero di non avere un futuro davanti e non sapere nemmeno cosa fare del resto della propria vita, di ciò che in teoria ne rimaneva.
Così sai cosa ha fatto? Ha mollato la società ed è tornato in giro a incontrare gente, e fare [...]

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