Belen Rodriguez è proprio volgare

  A detta di Fabrizio Corona, lui e Belen Rodriguez sono la coppia più forte dello spettacolo, forte nel senso economico del termine ovviamente, in quanto, insieme o separati, capaci di alzare come nessun altro l’audience o le vendite, magari è vero ma il tutto non avviene di certo in maniera spontanea e involontaria, bensì tutto è sfruttato fino all’ultimo dettaglio.
Eppure, dalle pagine di Vero, la sorellina di Belen, Cecilia, del suo modello da imitare confida: “Lei si fida tantissimo della gente, è troppo buona, mentre io sono più furba.
Mi basta parlare due minuti con una persona per capire com’è.
Così, lei mi chiede sempre che cosa ne penso di quello o di quell’altro e io, se è il caso, la metto in guardia”.
Ma la bella argentina si fida ciecamente di Fabrizio, i due sembrano davvero innamorati, lo conferma anche la piccola Rodriguez che considera cognato e sorella “una coppia bellissima, divertente, passionale”; così come qualche giorno fa lo stesso Corona, protagonista unico in una puntata di Matrix, ha dichiarato, quasi emozionato, quanto sia grande il suo amore per Belen, alla quale chiede di continuo di sposarlo e di darle un figlio.
Però per quanto appaiano innamorati, altrettanto si mostrano volgari come pochi, e anche se dell’ex re dei paparazzi abbiamo visto quasi tutto il peggio, dei modi non da signora di Belen abbiamo avuto un assaggio in occasione di una multa ricevuta dai vigili milanesi perché  lei e Corona avevano parcheggiato la loro Ferrari sul marciapiede, in corrispondenza delle strisce per attraversare , sullo scivolo per le carrozzine; la showgirl irritata perché disturbata mentre curava il suo splendido fisico in palestra ha reagito suggerendo un’indicazione per niente gentile con tanto di gesto con la manina.
Infine, per allungare la lista delle volgarità, l’ultima impertinenza di Corona è stata quella di rivolgersi al giudice che lo ha chiamato a fornire le proprie generalità in vista del processo in cui è accusato della ricettazione di un assegno, dicendo: “Quella era una banca del cazzo, signor giudice”.
Poverino, c’è anche da comprendere che questo è il trentesimo procedimento a suo carico.

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