Beli e la scommesa Kings, "Possiamo fare i playoff"

Tutta un'altra cosa.
L'ambiente Kings al Media Day è frizzante, elettrico, entusiasta.
Opposto a quello Spurs di un anno fa, professionale, guardingo, vincente.
A Sacramento ci sono un capo che comanda, Vlade Divac, e un allenatore, Coach Karl che vuole giocare e vincere "nel modo giusto".
Una Stella, Mr Cousins che fa paura anche solo fissarla, e un italiano, Mr Belinelli, che abbraccia già tutti, dal suo capo allenatore all'assistente Nancy Lieberman - dopo Becky Hammon è destino che Marco giochi per assistenti donne -.
Divac non lo abbraccia fisicamente, ma lo fa a parole: "Cosa mi aspetto da lui? Che metta I tiri.
E che ci porti la mentalità vincente degli Spurs per aiutarci a cambiare quella di questa squadra.
Marco lo conosco bene...".
LA STELLA E IL COACH — C'è grande trasparenza.
Sarà debolezza o forza dei nervi distesi? Di sicuro agli Spurs 12 mesi fa ti ringhiavano contro vedendoti fare delle video riprese, qui ti propongono storie, spunti giornalistici...
L'argomento principale è il rapporto tra Cousins e Karl.
In passato terribile, non nascondiamocelo.
Ma il Coach ora dice: "Relazione da solida a buona.
E' cresciuto sul piano mentale.
Quello su cui dovrò lavorare per cambiare la cultura sportiva qui.
Per tornare a vincere.
Come pallacanestro in attacco non abbiamo limiti, non ci manca niente.
Dovremo sviluppare un'identità difensiva".
Divac aggiunge: "Tensione tra Karl e DeMarcus? Acqua passata.
Non li ho convocati per chiarirsi perche non c'e piu niente da chiarire".
Risolto, insomma.
Il parquet ci dira la verità.
Presto.
IL FEUDO DI DIVAC — Ma Divac non ha finito di prendersi lo show, simpatico, furbo e guascone almeno quanto RC Buford agli Spurs era inaccessibile, intelligente e di basso profilo.
E tira fuori la domanda giusta, quella che lo stuolo di giornalisti non si sentiva di fare a Karl: "Ma questa squadra me la porti ai playoff?".
Il Coach accusa il colpo.
"Sei stato assunto dai media?".
Ma poi è costretto a rispondere al suo boss: "Penso di potercela fare, ho fiducia".
Alleluja.
LA SFIDA DI BELI — Marco, arrivato a Sacramento solo domenica, fa il giro di foto e postazioni/interviste.
Maglia numero 3 addosso.
Sorriso perpetuo e paziente.
E' contento di iniziare questa nuova avventura.
Non vede l'ora.
Accetta persino la tortura del trucco prima dell'ultima raffica di scatti.
Poi dice: "I Kings mi hanno fortemente voluto, è bello sentirsi desiderati.
L'Ovest resta complicatissimo, ma possiamo essere la sorpresa.
E fare i playoff".
E corre via per accontentare qualche altro microfono [...]

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