Benzina e prezzi. Cosa fare. Scajola e la mossa

di Primo Mastrantoni, segretario Aduc Quattro anni fa proponevano all'allora ministro alle Attivita' Produttive, Claudio Scajola, una serie di misure per affrontare il problema dei prezzi dei carburanti.
Il ministro Scajola istitui' una commissione, oggi incontra i petrolieri e demanda a Mister Prezzi una indagine.
Insomma,il ministro Scajola, pur essendo di Imperia fa la classica mossa napoletana.
Ecco il testo di allora che, con piccoli aggiornamenti, ci appare attualissimo.
"Roma, 30 Agosto 2005.
In attesa che la commissione istituita dal ministro alle Attivita' Produttive, Claudio Scajola, produca qualche idea su come affrontare il caro benzina, e' opportuno fare il punto della situazione e capire le soluzioni possibili.
All'inizio del 2003 il prezzo del petrolio al barile era di 28 dollari, oggi si veleggia sui 70 dollari e se ancora non abbiamo raggiunto gli equivalenti attuali degli 80 dollari della crisi del 1973-1974, poco ci manca.
Il costo di una risorsa esauribile e' destinato ad aumentare anche se tecnologie sempre piu' raffinate possono contenerne i costi.
Dunque che fare? Vediamo.
* I consumatori hanno gia' risposto diminuendo i consumi.
Nella logica della domanda e dell'offerta ad una diminuzione della prima dovrebbero diminuire i prezzi.
Si tratta di incentivare un uso accorto delle fonti energetiche, in altre parole razionalizzare e risparmiare.
In questo senso il Governo puo' intervenire.
* Stabilizzare il prezzo della benzina.
Il mercato gradisce la stabilita' e questa si puo' ottenere anche agendo sulle accise (tasse), sia in diminuzione che in aumento.
Anche qui e' compito del Governo.
* Rompere il mercato oligopolistico.
La pratica dei prezzi concordati e' proibita dalla legge ma in pratica i prezzi finali sono sostanzialmente uguali.
L'intervento spetta la Governo.
* Aprire il mercato dei distributori ad altri soggetti, per esempio i centri commerciali.
E' compito del Governo e degli enti locali.
* Sviluppare le fonti rinnovabili che attualmente nel mondo rappresentano solo il 2,1% degli usi energetici.
In Danimarca invece il 20% dell'elettricita' viene dall'eolico.
La competenza e' governativa.
* Utilizzare altre fonti energetiche, quali il gas naturale, il carbone e le biomasse.
La responsabilita' e' del Governo.
Qualche spunto alla commissione Scajola l'abbiamo dato.
Speriamo che ci sentano."

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