Beppe Giudice, L’equivoco DS e la dissoluzione della sinistra.

dal circolo Rosselli L’equivoco DS e la dissoluzione della sinistra.
pubblicata da Giuseppe Giudice il giorno mercoledì 10 novembre 2010 L’equivoco DS e la dissoluzione della sinistra.
Pochi giorni fa è morto Nestor Kirchner ex presidente dell’Argentina e marito dell’attuale presidentessa Cristina Fernandez.
Kirchner e la Fernandez sono  stati dei simboli della rinascita del grande paese sudamericano dopo la gravissima crisi innestata dalle scellerate politiche monetariste imposte dal Fondo Monetario Internazionale.
A Buenos Aires è stato pianto da tutta l’America del Sud socialista e progressista da Lula, a Correa (presidente socialista dell’Ecuador), a Evo Morales fino al pittoresco Hugo Chavez.
La coppia Kirchner-Fernandez proviene dal segmento di sinistra del peronismo ed ha portato avanti una politica di radicale rottura rispetto a quella neoliberale e filo-americana di Menem.
Sul piano della giustizia sociale e del ritorno di una politica forte nell’economia; sul piano dei diritti umani, tramite la fine della impunità garantita fino ad allora ai carnefici Videla e c (insieme a Pinochet i più sanguinari dittatori dell’America Latina).
Mi ha colpito una notizia: Kirchner da qualche mese stava trattando l’ingresso del suo partito nella Internazionale Socialista (con positivo riscontro) ed attribuiva (insieme ai suoi collaboratori) grande e storica importanza a tale evento.
L’ala sinistra del peronismo da tempo era evoluta verso il socialismo (una parola molto rispettata in Argentina): lo sbocco era quasi naturale.
Dicevo: in Argentina ed in America Latina la parola socialismo è gravida di significati profondi, a differenza della nostra disgraziata Italia.
E qui mi collego al tema della nota.
L’incapacità dei DS di diventare un partito socialista di massa come lo sono stati il PSF, la SPD e via discorrendo e supplire al vuoto storico della politica italiana: l’assenza di una grande forza laburista e socialista.
C’è una responsabilità congiunta del PCI e del PSI in tale assenza.
Il primo è stato incapace di fare la sua Bad Godesberg alla fine degli anni 70.
Il secondo anche dopo il frontismo ha cercato sempre di marcare le differenze (anche se inesistenti) con la cultura del socialismo democratico europeo: quella di Willi Brandt ed Olof Palme.
E’ nella II metà degli anni 70 che il PSI cerca di recuperare un rapporto forte (anche di carattere culturale) con il socialismo europeo.
Il Congresso di Torino del 78 ne è una prova.
Ma negli anni 80 il PSI fece poi le scelte che sappiamo e [...]

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