Berlusconi detta l'agenda al partito «Non attaccheremo Monti». Nicole Minetti: «Non mi dimetto»

IL CENTRODESTRA.
Il primo vertice da «candidato».
E fa dimettere Minetti dalla Regione.
SMENTITE LE INDISCREZIONI.
Il consigliere della Regione Lombardia respinge le illazioni: «Sono tranquilla e rimango al mio posto»ROMA - «Sono stato un po' anticipato...».
Hanno tutti sgranato gli occhi quando Silvio Berlusconi ha detto allo stato maggiore del Pdl, convocato a palazzo Grazioli per un vertice di due ore, e ancora disorientato dalla novità della nuova scesa in campo del leader: «Non ho mai dichiarato di volermi candidare: sono gli altri a chiedermi di tornare».Sorpresi un po' tutti, visto che ormai tutti davano per scontato il suo ritorno: da Alfano a Cicchitto, da La Russa a Gasparri e Corsaro, fino a Verdini e Quagliariello.
Ma hanno risposto nell'unico modo possibile, arrivati a questo punto della partita: «Lascia perdere, presidente, così faremmo solo confusione, ormai bisogna partire».
E ancora: «Se tu hai deciso presidente, siamo con te: visto che hai fatto un passo indietro per il Paese e non a motivo di una sconfitta elettorale».
Tonico, quattro chili in meno di peso, jogging quotidiano anche nelle ville romane e non solo nei weekend sardi, Berlusconi candidato premier alle elezioni del 2013 è tornato in prima pagina anche all'estero: ieri, in apertura dell'homepage del New York Times, edizione internazionale.
E ha anche riferito, in quanto patron del Milan, la sua personale spending review: «Ho venduto Ibrahimovic e Thiago Silva al Psg.
Risparmiamo 150 milioni di euro.
Per una cifra così non si può dire di no.
Sarebbe da irresponsabili».
Anche il Pdl sarà costretto a una cura dimagrante: visto che la riforma del finanziamento pubblico colpisce innanzitutto il partito di maggioranza relativa, con una cifra consistente, cinquanta milioni di euro in meno.
E anche di questo si è discusso ieri.
Ma a parte tutto ciò, Berlusconi si è dimostrato preoccupato dei problemi economici del Paese e dell'Europa, di euro e di spread.
«Anche se è vero che nessuno ha la ricetta pronta o la bacchetta magica.
Dobbiamo sostenere questo governo fino al 2013, non ci sono alternative».Insomma, il ritorno di Berlusconi non è accompagnato da toni di fuoco contro il governo dei tecnici: «Non farò mai una campagna elettorale contro Monti», avrebbe detto infatti il Cavaliere.
Ma, questo il messaggio, «dobbiamo pensare sin da ora a cosa fare dopo, perché dopo il passaggio elettorale del 2013, la politica dovrà riprendere il proprio ruolo».
Soprattutto, è risuonato di nuovo a via del Plebiscito il refrain dei [...]

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