Bersani: per la riscossa italiana

Bersani: lanciamo la sfida per la riscossa italiana E’ ovvio che l’ultimo decennio poggia su problemi antichi e precedenti a Berlusconi.
E’ altrettanto ovvio che nell’ultimo decennio i problemi non hanno avuto rimedio ma si sono disastrosamente aggravati La Lettera a "Il Messaggero" di Pier Luigi Bersani,  pubblicato il 7 gennaio 2011   Davanti all’Italia c’è una prospettiva più fragile, più difficile e incerta rispetto a quella di paesi con i quali siamo stati fin qui in compagnia.
Da anni ormai ci stiamo allontanando dalle aree più forti d’Europa e stiamo convergendo su quelle più deboli.
Senza una forte correzione, il nuovo decennio aggraverà sensibilmente questo arretramento.
Anche altri Paesi sviluppati hanno vissuto il trauma della globalizzazione e della crisi finanziaria ed hanno conosciuto la difficoltà di trovare strumenti efficaci per rispondere.
Ovunque, davanti ad una novità secolare, le democrazie occidentali hanno misurato le debolezze di meccanismi di consenso che accorciano gli orizzonti al quotidiano.
Ovunque, nei paesi sviluppati, la democrazia è dubbiosa della sua stessa efficacia, della sua capacità di affrontare le esigenze di cambiamento.
Ovunque i cicli politici perdono di prospettiva.
In Europa, in particolare, è sembrato che la globalizzazione non consentisse più un patto sociale costoso e inclusivo.
Le forze progressiste hanno per questo pagato un prezzo elettorale.
Si sono evidenziati fenomeni di spaesamento, di incertezza, di ripiegamento e sono emerse correnti di opinione difensive o apertamente regressive.
In nessun caso, tuttavia, queste tendenze hanno preso il comando nei grandi Paesi europei.
Quasi ovunque le destre hanno vinto dando voce ai problemi e ai timori, senza peraltro dimostrare fin qui di saper aprire la strada a soluzioni vere; e tuttavia in quegli stessi Paesi le correnti populiste e regressive sono state contenute dalle radici saldamente costituzionali delle forze conservatrici, da una statualità più credibile e riconosciuta, da una politica non screditata.
In Italia, in forme peculiari e per certi versi anticipatrici, il campo del Governo è stato occupato nell’ultimo decennio da una salda complementarietà di berlusconismo e leghismo, nati entrambi in una fase di forte discredito della politica e di cronica debolezza delle Istituzioni.
Berlusconismo e leghismo hanno, ciascuno per la sua parte, suscitato una “aggressività dei moderati” che ha fatto da traino ad una cultura di delegittimazione dello Stato, di individualismo, di complicità [...]

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