Biagio Antonacci: Vicky Love, aspettando S.Siro

Anticipato dal singolo "Lascia stare", è da pochi giorni arrivato"Vicky Love", il nuovo album di Biagio Antonacci, a due anni da "Convivendo parte 2", completamento di un progetto discografico coraggioso e premiatissimo.
Undici nuove canzoni (più una ghost track) in cui protagonista assoluto è l'amore, raccontato musicalmente con modalità differenti ed eterogenee.
L'artista ci ha presentato il disco durante un incontro informale...
  "Vicky Love" è un album registrato a casa tua, a Bologna; musicalmente possiamo dire più grezzo, scarno di altri.
Questa scelta di lavorare 'per sottrazione', per arrivare ad un suono quasi anni '70, nasce da un'esigenza di che tipo?Dopo "Convivendo", che è un lavoro molto pop, volevo tornare a sentire la batteria, quella suonata, non campionata.
Sì, questo è un disco più crudo, scarno; ci sono canzoni spesso non 'tecnicamente' radiofoniche, come negli anni '70, tipo "Coccinella" che dura 6 minuti, con una coda molto lunga, di sola musica, ma ben venga...
aiuta a pensare.
Perché questa paura del silenzio da parte degli artisti? "Per non aver paura...
del silenzio", è il verso di un'altra canzone che racconta la solitudine che crea il silenzio, in un mondo in cui il silenzio non esiste; ma è visto in maniera positiva...
Sì, in questo album c'è molta libertà e molta passionalità.
  Nei testi di diversi brani ("E' soffocamento", "L'impossibile", "Non eri tu") ci sono dei versi anche molto erotici, carnali, espliciti insomma...
Già "Danza sul mio petto", uno dei miei primi successi radiofonici, era piuttosto erotica, benché meno esplicita.
Sarà anche una questione di età...
superati i 40 non c'è più bisogno di nascondersi, ci sono meno condizionamenti, meno clausole, più esperienza.
C'è più sicurezza anche come uomo.
Si racconta liberamente quello che accade fra un uomo e una donna...
senza volgartà però.
Guardo l'amore sempre come una cosa emozionante, importante, ma anche fisica...
che si consuma, senza pensare più se dura un giorno o per sempre...
  L'unica canzone non d'amore dell'album è "Giù le mani capo".
Come nasce?E' il ricordo di un mio lavoro da geometra in una ditta.
Lavoro che ho fatto per diversi anni...
con un capo che non aveva abbastanza considerazione, pietà, rispetto per la vita privata della gente.
Mi sono immaginato un ragazzo, con un lavoro tipo da operaio, con cose acquistate a rate...
che vorrebbe solo [...]

Leggi tutto l'articolo