Bill Pronzini : I Cospiratori - Il Giallo Mondadori N.3069 di Novembre 2012

  Bill Pronzini : I Cospiratori (Schemers, 2009) - trad.
Mauro Boncompagni - Il Giallo Mondadori N.
3069 dell' 8 novembre 2012    Bill Pronzini stupisce sempre.
  Tempo fa leggevo su un sito americano, uno dire una cosa che mi sono accorto, col passar del tempo, di condividere sostanzialmente: leggere un romanzo di Pronzini fa sentire bene.
E’ come un appuntamento da lungo sognato: ti apparti, ti siedi in poltrona o stai dovunque tu voglia, ti rilassi, metti un po’ di musica come sottofondo, e..attacchi un Pronzini.
Che ti estrania dal mondo circostante, ti immerge in una storia.
  Bill Pronzini non ha doti particolari, non ha soluzioni geniali (anche se la Camera Chiusa qui presentata non è affatto male!), non ha plot immaginifici alla Carr tanto per intenderci, né abduzioni alla Ellery Queen per straordinario livello di difficoltà.
No.
Pronzini ha altro, ha qualcosa di raro: sa scrivere, e affascinare con le sue storie.
Semplici, ma scritte meravigliosamente bene, con sfondi umani estremamente realistici e slanci appassionati.
  Questa volta si cimenta con due storie diverse, inserite nel medesimo romanzo.
Le due storie non hanno punti in comune tra loro, per esempio come in La porta chiusa di Peer & Wahloo, e riguardano due trame completamente diverse, e per genere, e per sviluppo narrativo.
Per cui mi sembrerebbe più legittimo parlare di due lunghi racconti riuniti in un testo unico.
  Qui le indagini riguardano due fatti completamente diversi: uno psicopatico che nutre un odio profondo verso un dentista defunto, Lloyd Henderson e i suoi due figli, Cliff e Damon; ed un ricco collezionista di Gialli cui sono stati sottratti 8 volumi rarissimi, alcuni anche firmati dagli autori, da una biblioteca protetta dai sistemi di sicurezza più sofisticati, con le finestre chiuse e sbarrate ed una porta con due serrature di sicurezza uguali, la cui chiave è solo in suo possesso: si potrebbe pensare che i volumi, assicurati per 500.000 dollari abbiano stimolato l’avidità o il bisogno del collezionista, se non si venisse a conoscere che l’ammontare delle sue ricchezze fanno arrossire di vergogna quei miseri (per lui!) 500.000 dollari.
  Dello psicopatico, un elemento schizoide con manie compulsive, se ne occupa Jake Runyon, detto altrove “Il Segugio”, collaboratore di Tamara e Bill, tra loro soci; del mistero da Camera Chiusa invece, Bill (più conosciuto col suo antico appellativo, “Senza Nome”).
  Il romanzo si apre con lo psicopatico che attenta al monumento funerario di Henderson: il dentista è [...]

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