Biometano, Rispoli (ENI): "Biocarburanti fra pilastri fondamentali decarbonizzazione"

(Teleborsa) - E' stato firmato un memorandum of understanding fra i produttori di energia (ENI e Snam) e tre società del Gruppo CNH Industrial (FPT Industrial, New Hollande Agriculture, IVECO) per lo sviluppo della mobilità a biometano.
L'intesa è stata siglata anche dalle associazioni di categoria Confartigianato e Consorzio Italiano Biogas.
Teleborsa ha intervistato Giacomo Rispoli, Executive Vice President di ENI, che ha parlato delle numerose iniziative approntate dalla Oil company italiana per lo sviluppo dei biocarburanti.
Il futuro dell'energia si gioca sul giusto mix delle fonti, quale posto potrebbe avere il biogas? "Il biogas rappresenta per noi una fonte importante perché è un biocarburante e come ENI crediamo che i biocarburanti siano uno dei pilastri fondamentali per il processo di decarbonizzazione del nostro pianeta".
"In realtà non abbiamo iniziato oggi ad occuparci di biocarburanti - ha precisato - perché nel 2014 abbiamo avviato la bioraffineria di Venezia e produciamo un green diesel di alta qualità.
Tra un mese avvieremo una seconda bioraffineria, che è quella di Gela, sempre utilizzando oli vegetali per produrre diesel di alta qualità".
"Dopo la bioraffinazione degli oli vegetali è il momento della bioraffinazione del gas metano", ha detto Rispoli, spiegando "prenderemo questo gas metano prodotto nelle varie aziende agricole e lo trasformeremo in metano di alta qualità e sarà poi distribuito nei nostri distributori ENI sul territorio nazionale, sia sotto forma di gas compresso che sotto forma di gas LNG.
Quindi in questa maniera pensiamo di svolgere ancora un ruolo importante e dare un contributo significativo sia per l'economia circolare, sia per il contenimento degli inquinanti presenti in atmosfera".
ENI sta puntando moltissimo sulle rinnovabili, quanti investimenti sono stati assorbiti ad oggi? "Nel nostro settore abbiamo iniziato una serie di studi molto importanti, questo riguarda tutta l'area del metano e, se i progetti andranno in porto, avranno una rilevanza abbastanza importante".
"Poi stiamo anche lavorando sul cosiddetto Waste-to-fuel.
Quindi stiamo facendo studi per vedere come i rifiuti di origine organica come quelli del rifiuto umido delle città oppure i rifiuti del plasmix possano essere trasformati in idrogeno o in metanolo.
Abbiamo tanti studi interessanti e una volta completato l'iter di studio e quindi la fattibilità economica vedremo come andare avanti".

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