Black Hole, il colonnello Coppola “spara ad alzo zero”

CAMPOBASSO – Dopo lunghi silenzi sulla famosa inchiesta Black Hole, al momento nessuna udienza preliminare per un processo che vede alla sbarra nomi importanti e che si avvia mestamente alla prescrizione, esce allo scoperto il Colonnello dei carabinieri Maurizio Coppola che chiede chiarezza, vuole essere processato per smentire tutte le accuse e “spara ad alzo zero” su alcun personaggi.
“Ma quale importantissima inchiesta che avrebbe dovuto smantellare il malaffare molisano partendo dai marci rivoli di una sanità pubblica corrotta per risalire fino all’apice di un Governatore ambiguo dedito al male grazie a sindaci, avvocati, colonnelli dei carabinieri e altri ufficiali, di polizia giudiziaria conniventi, che fine ha fatto?”.
Questo è solo l’inizio della lettera divulgata dal Colonnello Coppola che di seguito è molto deciso.
“E i suoi eroici personaggi vogliamo ricordarli? Procuratore della Repubblica ci sei ancora?  E Batti un colpo?Il giudice Veneziano, integerrimo paladino della legge c’è ancora? Il PM d’assalto e gli agenti di polizia giudiziaria che lìà collaboravano? E poi lui, il numero uno… che fine hanno fatto? Ed i tremebondi generali… dove siete finiti? Ma come.
Vi tolsero l’inchiesta (da Larino il procedimento è stato trasferito a Bari ndr) e l’avete abbandonata così… e i “poderosi risultati” che avevate già assicurato alla legge li vogliamo lasciare decadere  sotto il provvido colpo di forbice di una prescrizione? Senatore Di Giandomenico, Avvocato Romanazzi (ho quanto mi costa l’averla conosciuta, ma soprattutto ricordata!) e tanti altri correi, ma a voi sta bene così? Davvero lo vogliamo chiudere come un increscioso incidente causato dal perdonabile zelo giovanile di enfants prodige applicati all’amministrazione della giustizia e guidati da discutibili maestri?”.
Il Colonnello Coppola “galoppa a briglie scolte” e non risparmia nessuno.
“Ed i giornalisti che mi accusarono addirittura di aver infangato il nome della mia famiglia (vedremo, vedremo a tempo debito) non hanno più niente da dire e commentare con altrettante vis polemica e sagacia come in quei giorni? E poi i tanti magnifici magistrati del mandamento di Campobasso, chiamati al riesame   che fecero tale strazio di obbiettività e buonsenso da rovocare una sentenza della corte di Cassazione che tutti negarono di avere letto, perché oberati di lavoro (… ma va…) ma che è sempre li e meriterebbe di essere affrontata, sempreché coraggiosi me capaci di autocritica (… ma va…)”.
Infine [...]

Leggi tutto l'articolo