Blade Runner 2049, Villeneuve: "Uno scenario da incubo il futuro senza digitale"

«So bene che dirigere il sequel di un capolavoro garantisce poche possibilità di successo, ma ho accettato per amore del cinema, consapevole del fatto che è impossibile stabilire in anticipo come verrà accolto Blade Runner 2049». Alla soglia dei suoi cinquant'anni, nominato all'Oscar nel 2011 per La donna che canta che l'ha lanciato in una carriera hollywoodiana in vertiginosa ascesa, il regista canadese Denis Villeneuve si avvicina così all'uscita (il 5 ottobre) dell'attesissimo sequel della pietra miliare della fantascienza cinematografica firmata da Ridley Scott nel 1982.

Dopo il notevole Arrival - con cui ha dimostrato di saper coniugare maestosità visiva e profondità dei contenuti - Villeneuve ha dunque accettato la sfida di rielaborare un film-monumento: «Non esiste arte senza rischio e con un pizzico di arroganza dico che questo è il mio miglior film». Ieri a Roma per incontrare la stampa facendo ben attenzione a non lasciar trapelare dettagli che rovinino la suspense, il cin...

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