Blatter e il no alla moviola: ai tifosi piace discutere

ZURIGO (Svizzera) - Il calcio è uno sport universale, popolare, uguale in tutte le sue partite - dai Mondiali ai campetti di periferia - e poi neanche la moviola riesce a mettere d’accordo chi osserva su una decisione arbitrale: sono alcuni dei motivi per i quali la Fifa, secondo il suo presidente Sepp Blatter, approva la decisione dell’International Board di dire no alle tecnologie a supporto delle direzioni di gara.
La più sorprendente, però, è un’altra spiegazione: «Gli appassionati di calcio amano discutere qualsiasi episodio di una partita di calcio, questo è il bello e l’umano del calcio», dice Blatter.
L’esigenza di un’apertura alla tecnologia nell’arbitraggio - che fosse moviola in campo o sensori sulle porte - era tornata prepotentemente d’attualità negli ultimi mesi, dopo il caso del mani di Henry che aveva qualificato ai Mondiali la Francia, lasciando a casa l’Irlanda allenata da Trapattoni.
Ma l’organismo preposto al cambio delle regole, l’International Board, lo scorso 6 marzo aveva deciso di aprire alla tecnologia.
«La Fifa supporta questa decisione», ricorda oggi Blatter, in un lungo editoriale sul sito della Fifa, nel quale sono enumerate le ragioni di questo no.
«In primo luogo - sostiene Blatter - l’universalità del gioco.
Uno dei nostri principali obiettivi è che il calcio si giochi allo stesso identico modo in ogni angolo del mondo: se guidi un gruppo di ragazzi in una piccolissima città devi poterlo fare con le stesse regole dei campioni internazionali che vedi in tv».
La «semplicità e universalità» delle regole, sottolinea il numero 1 del calcio mondiale, e´ una delle ragioni del successo tra uomini, donne, bambini.
C’è poi l’aspetto umano, perché per Blatter «una decisione deve essere presa da un uomo.
E allora perché togliere la responsabilità a un arbitro per darla a qualcosa di diverso?».
Spesso poi «neanche la ripetizione al rallenty mette d’accordo i diversi esperti su quale fosse la decisione giusta».
Ecco dunque che «il dibattito degli appassionati su ogni singolo episodio fa parte della dimensione umana del calcio».
Senza nulla togliere, puntualizza Blatter, al miglioramento degli arbitraggi e allo studio dei direttori di gara addizionali, quelli sponsorizzati dall’Uefa di Platini.
Blatter mette poi in fila le motivazioni finanziarie («l’applicazione delle moderne tecnologie sarebbe molto costosa, e il no dell’Ifab evita alle compagnie del settore di investire in un campo che non avrà futuro») e la natura del calcio («un [...]

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