Blockbuster

*NdA: Una piccola premessa.
Questo testo è vecchio.
Ma l'avevo scritto per un altro blog, che per motivazionI varie è stato cancellato. Siccome ho il vizio di rimestare di tanto in tanto nel cestino della mia memoria (non fatelo, non è igienico) ho ritrovato il link che porta alla memoria esterna in cui conservo queste cose.
Quindi lo posto qui, perché avevo voglia di scrivere qualcosa di diverso senza fare fatica.  Per Blockbuster si intende generalmente un successo cinematografico imponente.
Il termine pare derivare dall’ambito teatrale della Broadway anni 40, preso in prestito a sua volta dall’ambito bellico (Pare fosse il nome con cui venivano colloquialmente chiamate le bombe ad alto potenziale, in grado di far saltare interi isolati –detti appunto “Block”- ) ma sono tutte informazioni di cui sono sicuro a voi non frega un granché.
Per noi che siamo nati nei pressi degli anni ’80, il Blockbuster era la catena di negozi di vendita e noleggio video, fine della discussione.
Ora, dato che come di mia abitudine parlerò del contrario di quello di cui sto parlando (Si capisce di cosa sto parlando, vero?), non vi parlerò di grandi successi cinematografici, o non necessariamente di questi, almeno.
Parlerò di quei film presenti nella mia personale cineteca che, se la Blockbuster Inc.
esistesse ancora, vi consiglierei fortissimamente di noleggiare.
E per un motivo preciso.
Sono film molto belli, alcuni bellissimi.
Potreste acquistarli, certamente.
Ma la verità è che non li riguarderete più, perché il vostro legittimo istinto di conservazione vi spingerà a proteggere la vostra psiche da ulteriori sofferenze.
Quindi perché spendere i vostri soldi in un film che non rivedrete di proposito MAI PIU’? Il punto è che si tratta di quei film i cui registi sono delle legittime carogne: costruiscono una storia basata sui sentimenti più basilari, vi fanno amare i protagonisti cercando di risvegliare quel poco di umanità che rimane al pubblico cinematografico, per poi pugnalarvi alle spalle.
O in pieno petto, che tanto a loro che gli frega della vostra salute emotiva.
La lista non è ovviamente esaustiva: non tutti questi film toccheranno un vostro nervo scoperto, e non sono tutti i film che possono toccare i nervi scoperti di chiunque.
Ed è, dopotutto, una mia personale piccola lista: La tomba delle lucciole (Di Isao Takahata, 1988): Cominciamo con il film che riassume l’intero significato di questa lista.
Si tratta di un film d’animazione giapponese (Si, un cartone.
E si chiamano Anime, e non manga.
Non [...]

Leggi tutto l'articolo