Bolt e quel “problemino” col fisco britannico

  In un momento di crisi mondiale, poter e saper risparmiare il più possibile è una dote da non sottovalutare.
Lo sa bene Usain Bolt, fresco vincitore di tre medaglie d'oro alle Olimpiadi di Londra, che ha però deciso di non gareggiare più sul terreno britannico.
Tutta colpa della stretta fiscale adottata in Gran Bretagna.
Il fenomeno giamaicano, infatti, si è lamentato delle tasse applicate in territorio britannico: "Mi piace correre qui, ma mi rivedrete in pista solo quando cambieranno le leggi", la stoccata dell'uomo più veloce al mondo.
Ma non è la prima volta per Bolt, e non sarà sicuramente l'ultima, che nei tre anni precedenti aveva infatti saltato tutti gli appuntamenti in terra britannica facendo un'eccezione solo per i Giochi.
Le Olimpiadi, va ricordato, sono stati però 'graziati' dal Ministero del Tesoro britannico, che non ha applicato la solita percentuale di tassazione.
Un'eccezione che ha 'convinto' Bolt.
Il fulmine giamaicano non è per l'unico sportivo a mal digerire la tassazione britannica.
Rafa Nadal, in questa stagione, ha deciso di saltare il torneo di preparazione a Wimbledon sull'erba del Queen's optando per l'Atp di Halle, in Germania.
"Non è stato uno motivo tecnico, ma solamente perché in Gran Bretagna le tasse per gli sportivi sono molto più alti", aveva dichiarato il fenomeno maiorchino.

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