Bontà loro: interviene in diretta il legale del Consorzio IGP di Pachino

Continua l’ empasse scaturita dalla cattiva informazione fornita dal programma televisivo Bontà Loro andata in onda lo scorso 03 Febbraio sulla rete nazionale della RAI che ha provocato le reazione sia dei produttori locali, nonché dei rappresentanti del consorzio di tutela del pomodoro di Pachino Igp e di tutto il mondo politico.
Il professor Dipietro, facendo leva su un’intervista rivolta al Procuratore anti-mafia Piero Grasso concessa tempo prima, aveva infatti incitato i consumatori a non comprare per due giorni il pomodoro di Pachino, per contrastare le infiltrazioni mafiose che porterebbero il consumatore a pagare 11 volte in più il pomodoro di pachino.
Nella trasmissione andata oggi in onda, è lo stesso Dipietro, forse anche in seguito alla querela minacciata dai soggetti politici Stefania Prestigiacomo e Giancarlo Galan, a scusarsi e ed ammettere di aver erroneamente identificato il pomodoro prodotto in Sicilia con il pomodoro di Pachino.
E’ l’avvocato del consorzio Giuseppe Gambuzza ad intervenire durante la trasmissione di oggi per precisare che quel pomodoro ciliegino convenzionale a cui fa riferimento l’indagine del procuratore antimafia Piero Grasso, non ha nulla a che vedere con il pomodoro di Pachino; inoltre afferma che non è in corso, almeno nel nostro territorio nessun indagine in merito.
A difesa dei produttori infine dichiara che il prezzo di acquisto dei loro prodotti confezionati rigorosamente in loco, risulta non inferiore a 1.50 e non 0.50 centesimi come sempre affermato in maniera infondata da Dipietro.

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