Braccio di ferro sul dl fiscale Alitalia, alta tensione su Tria

Conto alla rovescia per la presentazione del decreto fiscale e la manovra che lunedì approderanno sul tavolo del Consiglio dei Ministri.
Ma, alla vigilia dell’importante appuntamento, si registra ancora l’assenza di una intesa sulla pace fiscale, con un braccio di ferro Lega-M5S.
E’ durata circa tre ore la riunione a Palazzo Chigi del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia Giovanni Tria con ministri e sottosegretari, in vista del Consiglio dei ministri in programma alle 17.
Nel corso della riunione si sono in particolare definiti, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, gli aspetti più tecnici del decreto fiscale, “con attenzione particolare alle norme sulla semplificazione”.
Un nuovo vertice dovrebbe svolgersi prima del Cdm e dovrebbe servire a sciogliere i nodi più politici, anche considerato che questa sera erano assenti i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.
Secondo quanto emerso in giornata, le posizioni continuano ad essere distanti su uno dei punti cardine della manovra 2019, quello cioè a cui dovrebbe essere affidata una fetta determinante delle coperture finanziarie.
Anche perché, nella stesura dell’operazione, comincerebbero a venire a galla incongruenze che rischierebbero di mettere in discussione il gettito atteso dalla sanatoria, imprescindibile per far fronte alle misure di spesa previste per il prossimo anno, dal reddito di cittadinanza a quota 100.
La strada, comunque, non è in discesa. “La riforma fiscale non si fa tutta d’un tratto – ha detto Conte -, ora interveniamo in misura significativa ma sulla pressione fiscale c’è da lavorare ancora perché non è ancora soddisfacente”.
Gentiloni: in fumo le fatiche di famiglie e imprese C’è poi la questione delle pensioni d’oro.
Secondo quanto si apprende da fonti governative del M5S, il taglio partirà dagli assegni di importo pari a 4.500 euro netti al mese in su e non esiste alcuna ipotesi di abbassare la soglia a 3.500 euro”.
Conte si prepara di spiegare a spiegare la manovra in Europa.
“L’Italia cambia marcia”: ha risposto ai giornalisti, a margine del suo intervento alla scuola di formazione politica della Lega a Milano, che gli hanno chiesto di anticipare con un titolo il documento programmatico che andrà a presentare all’Unione Europea.
Per il premier, “si è creata una frattura tra le elite politiche e la società civile, una progressiva erosione della qualità della classe politica e questo ha creato astensionismo e voglia di cambiare.
Le nuove forze politiche [...]