Breivik

Non meriterebbe molti commenti, se non fosse che lo si dipinge come un mostro che nasce dalla melma dell’estremismo di destra.
Io non so se il neonazismo c’entri qualcosa.
A me pare che si tratti sì di un mostro, ma la cui origine va cercata nel consumismo televisivo contemporaneo.
Non so se gli importi di qualche opinione politica più o meno presentabile: è un uomo che ha voglia di apparire, che vuole il suo quarto d’ora di celebrità.
Lo abbiamo visto azzimato, davanti alle telecamere, con il suo abito migliore, esibire un improbabile saluto nazista (mai visto prima: con il pugno chiuso anziché la mano tesa), pettinato a dovere e con lo sguardo raggiante per il fatto di essere una superstar di livello internazionale.
  Purtroppo, in un mondo in cui, se non ti riprende nessuno, tecnicamente non esisti, è lecito temere che uno così sia un normale sottoprodotto della cultura dominante; un estremista sì, ma nel portare a termine qualunque cosa sia in grado di produrre l’attenzione mediatica di un numero rilevante di persone.
Quanti altri dobbiamo aspettarcene? E si può fare qualcosa per prevenire?  

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