Briguglio fuori dal Pdl?

In un’intervista al Foglio, però, il Presidente della Camera offre la pace al premier: «Resettiamo tutto, senza risentimenti.
Dobbiamo onorare un impegno con gli italiani, per evitare che una deflagrazione senza senso si porti via la credibilità del centrodestra.
Qui sto e qui resto».
Guerra e pace nel Pdl.
Silvio Berlusconi medita di espellere dal partito Gianfranco Fini.
L'offerta di tregua è arrivata troppo tardi, fuori tempo massimo.
Così, nel vertice durato oltre quattro ore - avvenuto nella serata di mercoledi 28 a Palazzo Grazioli - il premier e gli altri partecipanti alla riunione, non hanno fatto che ribadire la posizione già assunta al mattino e messa nero su bianco, in un duro documento di censura politica nei confronti del cofondatore del Pdl considerato ormai da tempo lontano dalla linea del partito.
Il documento verrà discusso questa sera (giovedi 29 luglio ndr) da un ufficio di presidenza del Pdl convocato per le 20.
Fini ed i finiani Italo Bocchino, Fabio Granata e il messinese e attuale vice capogruppo alla Camera del Popolo della Libertà Carmelo Briguglio (nella foto) - secondo indiscrezioni - vengono considerati fuori dal Popolo della libertà dalle cui posizioni si sono troppo discostati.
Umberto Bossi si sbilancia: «Fini e Berlusconi? Ognuno andrà per la sua strada, ma niente elezioni perché bisogna fare il federalismo».

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