Buon compleanno Mario

  Ieri, 28 Febbraio 2010, ha compiuto 70 anni una delle più grandi leggende dell'automobilismo: Mario Andretti.
Mario Andretti può essere tranquillamente considerato il pilota più polivalente (e di successo) dell’intero automobilismo mondiale.
Ha corso e vinto in Europa e negli USA, ha corso e vinto in Formula 1, ha corso e vinto in F.Indy, ha corso e vinto in NASCAR, ha corso e vinto coi prototipi, ha corso e vinto con le midget cars, con le sprint cars ed anche coi dragster.
Ha vinto le due grandi 500 Miglia, quella di Indianapolis e quella di Daytona, ha vinto una campionato di Formula 1, ha vinto 4 campionati Indycar, ha vinto tre 12 Ore di Sebring ed una 24 Ore di Daytona, ha vinto una Pikeas Peak.
L’unica corsa che sempre gli è sfuggita è la 24 Ore di Le Mans (dove ha conquistato un secondo ed un terzo posto).
Mario Andretti può essere quindi considerato come il più grande esempio di poliedricità.
La sua carriera è iniziata (come quelle di tanti altri piloti americani) con le corse sugli ovali sterrati da mezzo miglio, con qualsiasi tipo di auto, per poi passare alle midget ed alle NASCAR.
La svolta nel 1964, quando gli fu offerto un sedile nell’allora campionato USAC (progenitore poi delle future CART e Indycar).
Fece il suo esordio alla 500 Miglia di Indianapolis nel 1965 (nell’edizione vinta da Jim Clark), terminando terzo e vincendo il Rookie Of The Year.
Vinse i primi due campionati nel 1965 e nel 1966, e nel 1969 vinse anche la sua prima e unica 500 Miglia di Indianapolis.
Da allora la correrà sempre da protagonista (29 presenze), ma non riuscirà mai più a vincerla.
Di più, finora nessuno dei suoi “eredi” è riuscito a vincerla, nonostante sia il figlio Michael che il nipote Marco l’abbiano avuta in pugno più volte.
Da qui, la nascita di una sorta di “maledizione” che perseguita gli Andretti ad Indy.
Dopo la vittoria nel 1969 di Mario, infatti, sembra essersi abbattuta una “maledizione” che perseguita i vari Andretti che sono scesi in pista ad Indy.
Incidenti, rotture meccaniche, errori di guida, sconfitte in volata, tutto si è messo in mezzo tra gli Andretti e la 500 Miglia di Indianapolis.
Mario si è spesso ritirato nelle prime fasi di corsa (nel 68, nel 71, nel 72, nel 73, nel 74, nell’82, nell’86), per incidenti o rotture meccaniche, e spesso ha dovuto alternare le sue presenze ad Indy con quelle nei gp di Formula 1.
Nel 1981 terminò al secondo posto, otto secondi dietro il vincitore Bobby Unser.
Il giorno seguente Unser fu penalizzato di un giro passando per un [...]

Leggi tutto l'articolo