Buone notizie per i catastrofisti: se il 2012 dovesse essere una bufala, possiamo sperare nel 2040 - Un asteroide potrebbe colpire la Terra

Se supereremo indenni la fine del 2012, i catastrofisti avranno un'altra data da segnare sul calendario: il 2040.
C'è infatti un nuovo asteroide, oltre ad Apophis e ai numerosi asteroidi che stanno cascando sulla Terra, a minacciare la Terra e di questo ne sentiremo parlare per almeno altri 28 anni.
La sigla che lo identifica è 2011 AG5 e nella Torino Impact Hazard Scale (quella usata per definire il pericolo di vederci piombare addosso qualche oggetto celeste, che va 0 a 10) per ora è considerato come un 1.
La probabilità è quindi bassa - al 5 febbraio era data 1 a 625 - ma non assente.
In effetti, per citare Detlef Koschny dell'Agenzia Spaziale Europea, “2011 AG5 è attualmente l'oggetto che ha la più alta probabilità di colpire la Terra”. 2011 AG5 è stato scoperto l'8 gennaio del 2011 grazie a un telescopio riflettore posizionato sulla cima di Mount Lemmon (Arizona).
Fino a poche settimane fa non era che uno tra gli 8.744 Neos (Near-Earth Objects) noti.
Poi però, si è tenuta a Vienna la 49esima sessione del sottocomitato scientifico e tecnico della United Nations Committee on the Peaceful Uses of Outer Space (COPUOS): l'asteroide era tra gli argomenti in agenda e l'attenzione si è subito alzata. Tutti i numeri e le previsioni  che sentiremo in questi giorni sono comunque da prendere con le pinze, perché né l'orbita esatta, né la massa, né la composizione di questo asteroide sono noti e i calcoli non sono affidabili.
Di questo macigno spaziale sappiamo in pratica solo che è largo più o meno 140 metri. Prima di settembre 2013 non avremo la possibilità di capirci qualcosa di più, quando si riavvicinerà al nostro pianeta e lo potremo osservare di nuovo direttamente.
Un'altra occasione si presenterà alla fine del 2015.
Ancora, sappiamo che dovrebbe passare a 1,6 milioni di chilometri dalla Terra nel 2023, e a 16,7 nel 2028.
Secondo il Near-Earth Object (Neo) Program Office del Propulsion Laboratory di Pasedena (California), non si può escludere che un'influenza gravitazionale della Terra sull'asteroide possa porlo sulla traiettoria di impatto.
Ma, come sottolineano gli scienziati, la probabilità che questo avvenga è per ora abbastanza remota e ci si aspetta che diminuisca. Ovviamente, però, tra i più previdenti c'è già chi immagina uno scenario da Armageddon: “Nell''eventualità remota che il rischio di impatto persista anche dopo le osservazioni del 2013, dovrà essere decisa in fretta la finestra temporale per un possibile intervento di deviazione, e la comunità internazionale dovrà [...]

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