Buste di plastica, una piaga per i mari, più di quanto pensi

Ci sono milioni di sacchetti di plastica in mare: secondo uno studio la plastica è il materiale inquinante in assoluto più presente, un danno ecologico non indifferente.
L’importanza di riciclare la plastica I comuni sacchetti di plastica della spesa non solo inquinano i mari, ma sono un pericolo per la fauna marina dal momento che vengono peraltro vengono scambiati per cibo e quindi ingoiati da pesci, tartarughe marine e uccelli, con conseguente soffocamento di questi animali, in altri casi ci rimangono impigliati finendo poi per morire.
La plastica peraltro si degrada molto lentamente e quindi è un materiale inquinante a lungo termine.
Alla luce di un’emergenza simile, quel che possiamo fare sono sostanzialmente due cose: evitare di usare le buste di plastica utilizzando invece borse di carta, di tessuto o altro materiale riutilizzabile e riciclare i sacchetti di plastica.
Attraverso un’accurata raccolta differenziata è possibile riciclare la plastica, ecco perché è importante essere scrupolosi nel gettare correttamente i rifiuti nell’immondizia.
Le proposte di Legambiente Per salvare oceani e mari dalla plastica, Legambiente ha presentato all’Onu una serie di proposte fra cui quella di bandire le buste di plastica non compostabili in tutti gli Stati del Mediterraneo e non, entro il 2020.
A questa proposta si affiancano l’incentivare una maggiore cooperazione tra i Paesi per tenere sotto controllo l’emergenza plastica, il diffondere una corretta gestione dei rifiuti e l’incrementare l’informazione e la sensibilizzazione su questo tema.
L’Italia peraltro si è dimostrata molto attiva in merito essendo il primo Paese in Europa ad aver messo al bando ai sacchetti di plastica nel 2011.
Al tempo stesso il nostro Paese si è impegnato per ridurre di più della metà il consumo di plastica per produrre sacchetti,  con una diminuzione di CO2 di circa 900 mila tonnellate.

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