C'era un muro

La caduta del muro di Berlino festeggia oggi cinque lustri, mi basta sol quel nome magico: Berlino.
Se allora, l'umanità aveva la febbre, la si misurava lì...soprattutto ad est.
Un mare di ricordi mi approdan nella mente...
Ricordo...
una ragazza bionda, gli occhi verdi e duri, ma il cuore burro e miele...
Lei mi chiedeva "quando"?, io rispondevo "forse"...
Ricordo...
file ordinate e mute davanti al Lebensmittel (alimentari) per acquistare il pane...
nessuno che spingesse...
i bimbi non distanti che giocavano, nella loro infantile gaiezza contenuti quasi strani...
Ricordo...
soldati americani, allegri e ben pasciuti; dai bus fischiavano alle ragazze sorprese ma non guardinghe, occhi avidi ma tristi...
è facile così, quando i dollari spuntano dal taschino e il pass è pronto sul cuore! Ricordo...
un chiosco afoso, tanta gente intorno, una slavata Frau ci serviva le bevande, un'annacquata birra a me, una "Vita-Cola" a lei...
a lei che attirava occhiate torve ma compiaciute, sembravano dire 'sei ancor di qua', sguardi lascivi e complici per me, ma perchè? Ah, già, io sono "libero", io sono made in "West", libero di morire sotto un ponte di fame fra l'incuria generale...
libero di dire la mia, tanto a nessuno interessava il mio parere.
Ricordo...
alfine il maestoso "Berlin-Stadt", ci sovrastava nella sua struttura lunare, una cosa apocalittica, quasi mille camere...
Dall'alto di quel mondo, in un silenzio irreale e tronfìo, volammo con lo sguardo oltre Alexanderplatz...
spavalda, sorniona ci ammiccava l'altra Berlino vestita di luci multicolori.
Libertà così vicina eppur tanto lontana.
     

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