CABALA DEL CAVALLO PEGASEO CON L'AGGIUNTA DELL'ASINO CILLENICO

  Prosegue in: Pagine di storia Dialoghi con Pietro Autier 2 gli occhi di Atget   Oimè, auditor mio, che senza focoso suspiro, lubrico pianto e tragica querela, con l'affetto, con gli occhi e le raggioni non può rammentar il mio ingegno, intonar la voce e dichiarar gli argumenti, quanto sia fallace il senso, turbido il pensiero ed imperito il giudicio, che con atto di perversa,iniqua e pregiu- diciosa sentenza non vede, non considera, non definisce se- condo il debito di natura, verità di raggione e diritto di giu- stizia circa la pura bontade, regia sinceritade e magnifica maestade della SANTAIGNORANZA, dotta pecoragine e DIVINA ASINITADE! Lasso! A quanto gran torto da alcu- ni è sì fieramente essagitata quest'eccellenza celeste tra gli uomini viventi, contra la quale con larghe narici si fan cen- sori, altri con aperte sanne si fan mordaci, altri con comici cachini si rendonobeffeggiatori.
Mentre ovunque spreggiano, burlano e vilipendiano qual- che cosa, non gli odi di altro che: - Costui è un asino, quest'- azione è asinesca, questa è una asinitade -; stante che ciò a- bsolutamente convegna dire dove son più maturi discorsi, più saldi proponimenti e più trutinate sentenze.
Lasso! Perché con ramarico del mio core, cordoglio del spirito ed ag- gravio de l'alma mi si presenta a gli occhi questa imperita, stolta e profana moltitudine che sì falsamente pensa, sì mor- dacemente parla, sì temerariamente scrive per parturir que' scelerati discorsi de tanti monumenti che vanno per le stam- pe, per le librerie, per tutto, oltre gli espressi ludibrii e biasi- mi: L'ASINO D'ORO, LE LODI DE L'ASINO, L'ENCOMIO DE L'A- SINO; dove non si pensa altro che con ironiche sentenze pren- dere la gloriosa asinitade in gioco, spasso e scherno? Or chi terrà il mondo che non pensi ch'io faccia il simile? Chi potrà donar freno alle lingue che non mi mettano nel me- desimopredicamento, come colui che corre appo gli vestigii de gli altri che circa cotal suggetto democriteggiano? Chi potrà contenerli che non credano, affermino e confermino che io non intendo vera e seriosamente lodar l'asino ed asinita- de, ma più tosto procuro di aggionger oglio a quella lucerna la quale è stata da gli altri accesa? Ma, o miei protervi e temerarii gioduci, o neghittosi e RIBALDI CALUNNIATORI, o foschi ed appassionati detrattori, fermate il passo, voltate gli occhi, prendete la mira; vedete, penetrate, con- siderate se gli concetti semplici, le sentenze enunciative e gli di- scorsi sillogistici ch'apporto in favor di questo sacro, impolluto e [...]

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