CADUTA

Se si pulissero le porte della percezione, ogni cosa apparirebbe all’uomo come essa realmente è, infinita.
Poiché l’uomo s’è da sé stesso rinchiuso, fino a non vedere più le cose se non attraverso le strette fenditure della sua caverna (W.Blake, Memorabile Apparizione) L’uomo è come sepolto sotto una coltre di ghiaccio.
Vi si trova in diversi modi, nel senso di essere sotto quel ghiaccio cosmico che è la materia nella sua consistenza attuale e postedenica, e un’altra sotto il ghiaccio dell’ignoranza (Frithjof Schuon, Sguardi sui Mondi Antichi) Da cosa dipende dunque il fatto che le anime abbiano dimenticato Dio loro padre e che frammenti venuti da Lui e completamente suoi, ignorino se stesse e Lui? Per le anime, il principio del male è l’audacia, la generazione, la differenza iniziale e la volontà di appartenere a se stesse.
Felici della propria indipendenza, essi si valgono della spontaneità del loro movimento per correre in direzione opposta a Dio.
Giunte nel punto più lontano, non sanno neranchè più di venire da Lui, come bambini che strappati al padre, e a lungo educati lontano da Lui, non sanno più nulla della loro origine e provenienza (Plotino, Enneadi V,1,1) Un uomo aveva due figli…Ci fu un giorno in cui il figlio più giovane raccolse le sue cose, e partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto (Gesù, parabola del figliuol prodigo, Luca 15:11) Il peccato di Adamo consistè nell’interrompere il rapporto tra il Regno e le altre piante, il resto dell’albero sephirotico (Pico della Mirandola, 47 Conclusioni Cabbalistiche IV)…Il peccato di Sodomia consisté nel troncare l’ultima pianta dell’Albero, il Regno (Pico della Mirandola, 47 Conclusioni Cabbalistiche XXXVI) Per chi si allontana dal centro, dalla Sorgente, dal Signore, la situazione non smette di complicarsi al punto di diventare inestricabile.
Infatti, dal momento in cui egli inizia a deviare, a uscire dalla luce e a trasgredire le leggi, col pretesto di sentirsi libero e indipendente, in realtà non fa che incatenarsi, anche se non se ne rende conto immediatamente.
Prendiamo un’immagine.
Durante l’estate, il sole brilla, fa caldo e la vita è molto semplice.
Ecco che si avvicina l’inverno: occorre provvedere al riscaldamento, fare delle provviste, si ha bisogno di più vestiti, di maggiore illuminazione; e poi, ci sono la nebbia, la neve, il gelo… le vie di comunicazione sono meno buone, e c’è un maggior rischio di incidenti.
Quindi, meno luce, meno calore, e tutto diventa [...]

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