CALDER

      Alexander Calder   La città di Roma ospita, a 25 anni di distanza dalla retrospettiva di Torino, un’esaustiva esposizione dedicata ad Alexander Calder, forse  l’artista più riconoscibile  e amato del Novecento.
Le sue macchine aeree snodate e colorate, talvolta enormi, altre tascabili, i cosiddetti mobiles  che, appesi a fili invisibili, si muovono con leggerezza danzante grazie ad un sistema perfetto di equilibri calcolati in un divertente gioco ludico di luci e di ombre che prendono forma graficamente su la parete.
Oggi questi ironici sistemi planetari vengono ospitati nei freddi spazi  pseudoclassici del Palazzo delle Esposizioni, a cura di Alexander S.C.
Rower, fino al 14 febbraio 2010 (catalogo Federico Motta Editore).
Alexander Calder, nato a Filadelfia nel 1898, è figlio e nipote di scultori; trasferitosi a New York inizia a studiare arte in una scuola serale per poi iscriversi allo Stevens Institute of “Tecnologydi Hoboken nel New Jersey, dove nel 1919, frequenta la Art Students League e qui conosce e frequenta gli artisti più affermati come Geoge Lukas e molti altri ancora.
Nel 1926 si reca a Parigi, dove conosce il pittore e incisore William Hayter, l’anno dopo torna negli Stati Uniti, partecipa ad alcune mostre collettive e realizza una serie di sculture con il fil di ferro: figurette umane e animali e immagini di acrobati di un circo in miniatura che attira l’attenzione di Mirò.
Nel 1930 è di nuovo a Parigi, dove conosce Léger, Le Courbusier; Mondrian, van Doesburg, Mirò, Arp.
Nel 1933 espone con il gruppo Abstraction-Création e nel 1934 il Kusum of Modern Art acquista un suo lavoro.
In questo stesso anno comincia a esporre alla galleria newyorchese di Pierre Matisse.
Al’inizio degli anni trenta esegue le prime sculture astratte in cui introduce elementi mobili (Mobiles) ; mentre le opere fisse realizzate successivamente vengono denominate Stabiles, nome consigliato da Arp (Gli archi).
Utilizzando materiali nuovi e industriali quali legno, il ferro, il metallo e l’alluminio, lo scultore realizza opere che prendono spunto dalla vita organica ed evocano figure e forme biomorfiche.
I Mobiles sono installazioni lievi, espressione di gioia e vitalità, che si librano leggeri nell’aria con agilità.
E’ Duchamp a suggerire più tardi il nome Mobiles per queste sculture mobili, realizzate con lamine da fili di ferro e sospese, oscillanti a ogni spostamento d’aria, opere che aprono la strada alla scultura moderna.
Calder vince il primo premio per la scultura alla Biennale di [...]

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