CAMBOGIA EXPRESS Ippolito Pindemonte: un mistero cambogiano

 I: [L'Arte della Meraviglia] E' arrivata! La nuova puntata di Cambogia...CAMBOGIA EXPRESSIppolito Pindemonte: un mistero cambogianoposted on 3 LUGLIO 2012RISVEGLI- “Quanto sei bella, Marantonia” – dal fondo del letto, il sesso inerte e stanco dell’attività, Pindemonte guardava Marantonia lavarsi con i piedi dentro la tinozza.
Lei lo guardò con il solito sorriso.
Marantonia si sentiva la regina della villa e non le importava che il suo uomo avesse i capelli quasi del tutto bianchi.
Il modo in cui la toccava e la amava non erano comuni.- “Eccellenza, voi lo dicete perché io ci faccio l’amore” – lasciò scorrere gli oli sul petto procace, poi giù fino al pelo folto del pube.
Di tanto in tanto Pindemonte faceva fatica a seguire il suo italiano disarticolato.
Le dedicò qualche verso dell’Odissea, balbettando la sua traduzione ancora imperfetta, mentre indugiava sulle singole parole e si chiedeva se quello fosse l’esito più pertinente.
Dal mobile del letto prese un foglio di pergamena, dove annotava le sue idee e vi scrisse i suoi dubbi molto rapidamente e in pessima grafia.
Senti delle gocce fredde ai piedi, poi alle gambe, infine un’intensa sensazione di calore in mezzo all’inguine.
Marantonia sorrideva, mentre si prendeva cura dei bisogni del poeta.- “Santissima Croce, Marantonia, non ti stanchi mai, benedetta figliuola” -Lasciò appena per un attimo la presa: – “E a Vossìa ci piace.
Continuasse a scrivere, ché poi perde l’idea e si arrabbia e non mangia” – Pindemonte pensava a tutto salvo che a scrivere in quel momento – “Gesummaria…” – disse a mezza voce e già si sentiva tutto ringalluzzito, per quanto la sua scrittura – già svogliata – adesso era stata definitivamente abbandonata per seguire i movimenti della donna.
Era di nuovo nell’estasi dei sensi e si decise quindi a posare tutto quanto per non sporcare le lenzuola e se stesso di inchiostro.
Nel farlo, però, ecco la tegola: il manoscritto del Fosco si trovava proprio sul comodino, insieme ad altri scritti, ma risaltò come se lo stesse osservando severo.
Si sgonfiò come una zampogna e quella che doveva essere l’ennesima appendice del sano divertissement mattutino si trasformò ben presto in un floscio fastidio.- “Non ci piaccio più a Vossignorìa?” – chiese Marantonia preoccupata – “c’ha troppi pensieri per la testa in questi giuorni.
Ce lo dice a me che succede?” – si avvicinò e si stese accanto a lui, quasi materna.
Era forse in quei momenti che sapeva di non essere solo la [...]

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