CANCRO IN IRAQ

http://www.resistenze.org/ - popoli resistenti - iraq - 23-01-10 - n.
303 da Rebelion.org    Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura di F.R.
del Centro di Cultura e Documentazione Popolare   Cancro, l’eredità dell’invasione statunitense   di Jalal Ghazi - New America Media   17/01/10   Dimenticatevi del petrolio, dell’occupazione, del terrorismo ed anche di Al Qaeda.
Ora il vero pericolo per gli iracheni è il cancro.
Il cancro si sta espandendo come una nuvola di polvere.
Migliaia di bambini stanno nascendo deformi.
Sono i medici che denunciano l’aumento delle patologie tumorali e dei difetti congeniti, specialmente nelle città più bombardate da USA e Gran Bretagna.
  Ecco alcuni esempi.
  A Falluja, bombardata intensamente nel 2004 dagli Stati Uniti, il 25% dei neonati [1] hanno gravi anomalie congenite, tumori cerebrali e difetti neurologici nella spina dorsale.
Secondo Al Jazeera English [2], il tasso di malattie cancerose nella provincia di Babil, a sud di Baghdad, è salito dai 500 casi diagnosticati nel 2004 ai 9.082 del 2009.
  A Bassora nel 2005 sono stati diagnosticati 1.885 casi di cancro.
Il dottor Jawad al Ali, direttore del Centro oncologico sostiene che il numero è aumentato a 2.302 nel 2006 e a 3.071 nel 2007.
ed ha dichiarato sempre ad Al Jazeera English che il centro visita dai 1.250 ai 1.500 pazienti al mese.
  Non tutti sono disposti a stabilire una relazione diretta tra i bombardamenti di quest’area da parte degli alleati e i tumori, il Pentagono ogni correlazione.
Ma medici iracheni e qualche esperto occidentale puntano il dito contro le enormi quantità di uranio impoverito usato nelle bombe britanniche e statunitensi.
  Il dott.
Ahmad Hardan, consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Nazioni Unite e ministero iracheno della sanità, afferma che ci sono le prove scientifiche del rapporto di causa effetto tra l’uranio impoverito e le malattie tumorali.
Ha dichiarato ad Al Jazeera English [3]: “I bambini con anomalie congenite sono studiati in ogni aspetto clinico, genetico, famigliare e ostetrico.
Questi studi a carattere internazionale dimostrano le conseguenze disastrose dell’uranio impoverito”.
  I medici iracheni sostengono che i tumori sono aumentati tanto dopo la guerra del 1991 quanto dopo l’invasione del 2003.
Abdulhaq Al-Ani, autore di “Uranio in Iraq”, ha detto ad Al Jazeera English [4] che per l’U238 il periodo d’incubazione è di cinque/sei anni, il che coincide con i picchi registrati nel 96/97 e 2007/2009.
  Ci [...]

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