CANOVA ALLA CORTE DEGLI ZAR

BARTOLINI.jpg3grazie.jpgDevo ammettere che tra tutte le mostre organizzate quest’anno da palazzo reale quella su Canova era sicuramente quella che più mi attirava e incuriosiva.
Chiunque, anche i meno esperti d’arte, conoscono o hanno sentito parlare di Canova, delle sue sculture caratterizzate dalla ricerca del bello, della perfezione derivante dall’amore e dalla riscoperta degli ideali dei greci e molte sono le riproduzioni delle sue opere; vederle dal vivo è tutta un’altra cosa: figure umane perfette, magistrale la resa dei capelli e i particolari del corpo come; vederle dal vivo è un’emozione che ti porta a girare continuamente intorno alla statua alla ricerca di ogni minimo particolare per non perdere nulla di tali capolavori.
Le opere esposte di Canova sono sette, provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo, tra cui le Grazie, la danzatrice con le mani sui fianchi collocata su una pedana mobile, l’amorino alato e, come conclusione della mostra, nell’ultima sala, la Maddalena penitente.
Oltre a Canova sono esposte opere di altri, e altrettanto bravi scultori italiani, tra cui Finelli, le ore danzanti, la flora e la psiche svenuta di Tenerani, l’amore che abbevera le colombe di Bienamè, scultore che conoscevo solo di nome ma che, in quanto a bravura, non è meno di Canova così come Lorenzo Bartolini, di cui è esposta la Ninfa dello scorpione e il Bacchino, meglio noto come l’ammostatore.
I lati negativi sono sempre il prezzo del biglietto, 7 euro sono troppi soprattutto se consideriamo che manca materiale (gratuito) informativo su autori e opere esposte, i cartellini posti sotto alle statue sono troppo sintetici: per ogni autore era necessario compilare una scheda informativa, per permettere a tutti di conoscerli meglio.
La mostra sarà visitabile a palazzo reale (MI) fino al 2 giugno, consiglio a tutti di andarci non solo per le opere esposte ma anche per visitare le sale, appena restaurate, di palazzo reale.

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