CARLOIII DI BORBONE E I SOPRUSI

Ecco come i Borbone facevano pagare le tasse, a Portici la targa del 1751Al fine di arginare i soprusi degli esattori daziari che eludendo la legge tartassavano i cittadini di Torre del Greco, Resina, Portici e Cremano, il 30 Aprile 1751 il sovrano borbonico emise a favore delle popolazioni della zona vesuviana un decreto con il quale fissò i prezzi delle derrate alimentari.
L’utilizzo di una lapide marmorea – alquanto inusuale data la natura del provvedimento – intese fissare in modo indelebile dei costi soggetti a varie e frequenti modificazioni nel tempo, affermando una regola che fosse di imperituro monito contro ogni prevaricazione.
Quella di Via Università è ad oggi uno dei pochi esempi di “Tabella Doganale” conservati in buone condizioni.CLICCA SU CONTINUA PER LEGGERE  L'ARTICOLOPORTICI - A Portici l'amministrazione comunale con una cerimonia pubblica ha scoperto una targa, tradotta in italiano, sulle regole di esazione del dazio al trasporto in epoca borbonica.
La targa,dono della Provincia di Napoli alla città vesuviana, è in via Università sotto alla lapide in marmo, in lingua latina, fatta apporre da re Carlo III di Borbone nel 1751 sulla facciata di un appartamento che fu la prima residenza della Dogana.
Nell'iscrizione venivano stabilite, per legge, quali erano i diritti per il trasporto che gli appaltatori del dazio potevano riscuotere dai venditori e produttori.
Per il consigliere provinciale Pd Arturo Fomez: "E' il primo esempio di imposizione di un ordine ai signori del dazio che pretendevano di far pagare, oltre il diritto di movimento, anche una ulteriore tassa per coloro che si recavano a vendere fuori territorio.  La multa per i trasgressori era pari a 100 ducati".
Per il vicesindaco e assessore al Turismo, Bruno Provitera: "La tabella tariffaria voluta da Carlo III è una delle note positive del governo di allora che regolamentava il dazio sui trasporti.
Vogliamo riscoprire tutto ciò che è stato lasciato dai Borboni sul territorio e conservarne la memoria".
Alla cerimonia ha partecipato anche il professore Paolo Masi, preside della Facoltà di Agraria sita nella Reggia borbonica di cui è proprietatia la Provincia di Napoli.                      ECCO IL DECRETO REALE TRADOTTOCarlo per grazia di Dio,Re delle Due Sicilie e di Gerusalemme, infante di Spagna, duca di Parma, Piacenza e di Castro, grande principe ereditario di Etruria Toscana, decretada parte della sua reale maestà e del suo tribunale della Real Camera, che stante ai reclami delle parecchie persone [...]

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