CASA ITALIA: campa cavallo che l'erba cresce...

Non vogliamo credere neppure un momento che la scorza dura di simulatore di Renzi non abbia provato pena per i morti, i feriti e i diseredati (da oggi in poi) del cratere terremotato: ieri, alla conferenza stampa seguita ad un consiglio dei ministri durato mezza giornata (secondo noi a bella posta!) per decidere di stanziare 50 milioni di € (chiamati il primo intervento!), su quella faccia di bronzo, tra una smorfia e uno sguardo smorto, si poteva leggere anche pena, la stessa che non abbiamo mai letto per i pensionati a 400 € al mese, per i derelitti che non hanno reddito e pane, per milioni di disoccupati, con cui lui continua a giocare, con il beneplacito di un sindacato venduto ai padroni, illudendoli che le 200 vertenze che sono sul suo tavolo troveranno una soluzione, che non sia favorevole alla proprietà! Ci ha fatto credere, ad un certo punto, che l’acqua calda è la più grande invenzione del secolo: il giorno prima, rispondendo ad una giornalista de Il Fatto, che gli chiedeva come mai tutte le volte che si crea un’emergenza catastrofista, emerga che il patrimonio edilizio nazionale, specie quello più a rischio, pubblico o privato che sia (e le scuole e gli ospedali, che ancora una volta sono andati giù ad Amatrice come scatole di cartone!), è indietro, in termini tecnici, nella prevenzione, anche minima, egli l’aveva surclassata, dicendo che di fronte a borghi dove la gente abita in case di quattrocento anni, non c’era proprio nulla da fare.
Probabilmente la notte agitata ha portato consiglio: ed improvvisamente è sbocciata “Casa Italia”, un'altra di quelle “campagne promozionali”, che, ci ha spiegato -ne va dell’onore e della credibilità del Governo (gli stessi, probabilmente, suoi, quando prometteva, che, perso il referendum avrebbe tolto il disturbo!)-, mirerà nel concreto a modificare, in senso cautelativo e preventivo, gli immobili che, tuttora si trovano a rischio crollo, o inondazione, o frana! Ci ha, come al solito, spese molte parole, senza aggiungere una traccia di impegno politico, finanziario o di tempo.
Ma tant’è.
Peccato che in Parlamento, ad esempio, il M5S depositò, già due anni fa, dopo le inondazioni in Liguria, un progetto di legge molto vasto, per mettere in sicurezza il territorio, rianalizzando piani regolatori e abusivismo edilizio, e soprattutto riqualificando gli immobili (con forti aiuti dello Stato) in termini di sicurezza.
Il finanziamento? Direttamente dall’abbandono delle “Grandi Opere”, compresi il Mose, la TAV, l’Expo, le Olimpiadi, il Ponte [...]

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