CASTRAZIONE CHIMICA

E' un tipo di castrazione, non definitiva, provata da farmaci a base di ormoni. Farmaci di questo tipo, come il ciproterone, sono analoghi dell'ormone maschile testosterone e vengono utilizzati anche nella cura di alcuni tumori.
Si legano ai recettori del testosterone e, in questo modo, impediscono all'ormone maschile di attivarsi, neutralizzandolo.
In pratica, il testosterone viene bloccato proprio come accade in una castrazione fisica, ma, affinché l'effetto della castrazione chimica possa essere duraturo, l'individuo dovrebbe assumere tali sostanze per molto tempo attraverso sistemi di somministrazione permanenti, come quelli a lento rilascio sottopelle.
Fu sviluppata come misura temporanea preventiva per stupratori e pedofili ed è applicata come parte della pena di reati a sfondo sessuale in diversi paesi quali Stati Uniti, Spagna, Gran Bretagna, Canada, Danimarca e Svezia. Un trattamento di questo tipo però dovrebbe comunque essere prolungato nel tempo e la somministrazione delle sostanze chimiche andrebbe ripetuta periodicamente nel soggetto interessato, poiché l'inibizione della pulsione sessuale terminerebbe una volta finito l'effetto del farmaco somministrato.
Questo vuol dire che sarebbe necessario garantire che il soggetto si sottoponesse nel tempo, e in modo costante, al trattamento: una condizione alquanto difficile.
Insomma il rischio è che una volta ingurgitata la pastiglietta, lo stupratore o il pedofilo verrebbe rimesso in libertà e potrebbe tranquillamente interrompere la terapia e tornare, in breve tempo, ad avere pulsioni sessuali.
Ci si domanda quindi se la castrazione chimica sia realmente una soluzione possibile...

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