CAZZABUBOLI - Etimologia della parola

CAZZABUBOLI Etimologia della parola Durante la manifestazione del restauro del murales degli Inti-Illimani realizzato nel 1976 , raffigurante la marcia della fame avvenuta nel lontano 1957.  il giorno 20 agosto 2010, in Via San Francesco – San Bartolomeo in Galdo (BN).
Circolava uno strano volantino intitolato: “IL BUBU’ DI MONTE DEI CARPINI” redatto a cura di un certo N.L.
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Il suddetto volantino recitava così: “Si racconta che durante la dominazione Spagnola (1503 – 1713), in una ventilata giornata di Pasqua, intorno all’ora di pranzo, le autorità di San Bartolomeo in Galdo, in una località in provincia di Benevento, vennero allertate da un contadino che facendo ritorno in paese e passando in prossimità del boschetto (non più esistente) sito in contrada Monte dei Carpini, udì una particolare sequenza sonora riproducibile al verso di qualche animale misterioso.
Il contadino oltremodo terrorizzato per l’accaduto, corse immediatamente a riferirela vicenda alle autorità e, mostrando tanta enfasi e capacità persuasiva indusse le stesse a lanciare una mobilitazione generale attraverso il banditore, che recitava con la classica cantilena pressappoco così: “A tutt i paisan            Si stit cuc’nén scuc’nat            P’cchè jè sciut nu Bubù  n’t mont d’ carp’n            E ammà v’dé c’ammà fa.
           Scit tutt quant armat            E currit n’copp  u post”.
Traduzione: A tutti i compaesani Se state cucinando smettete di farlo, perché è comparso un Bubù a Monte dei Carpini e dobbiamo vedere cosa fare.
Uscite tutti armati E accorrete sul posto.
  I cittadini con la massima solerzia, interruppero le operazioni di cucina e pranzo, scesero numerosi in strada muniti di mazze e forconi, e con in testa le guardie spagnole armate di fucili, si diressero “convinti” verso la località indicata guidati da quella strana melodia mal ritmata da battute occasionali, e qui “sferrarono l’attacco” al fantomatico Bubù, cioè si lanciarono a “cazar el bubù” come incitavano le guardie spagnole.
All’arrivo sul posto, la spiegazione balenò agli occhi di tutti………………..
All’epoca per contenere l’acqua da bere durante la giornata di lavoro lontani da casa venivano utilizzati recipienti di fortuna quale era anche la zucca a collo lungo svuotata di polpa e semi e lasciata seccare al sole; un tale recipiente, vuoto, era stato dimenticato appeso ad un albero e per azione del vento, che a intervalli, vi infilava [...]

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