CENTRODESTRA, TENSIONE ANCORA ALTA, NONOSTANTE I GIURAMENTI

Preso atto del giuramento degli assessori comunali di Mpa e Udc, la domanda che tutti si pongono a Palazzo Zanca è la seguente: cos'è cambiato rispetto a ieri? La risposta è stata data da Giovanni Ardizzone che, soprattutto, Fortunato Romano, due dei tre rappresentanti di Udc e Mpa (l'altro è Cateno De Luca) delegati dai due partiti a "trattare" col Pdl.
«Niente di particolare» si limita a rispondere Ardizzone.
Entra più nel dettaglio Romano, che chiarisce come lo strappo sia tutt'altro che ricucito: «Rispetto a ieri non è cambiato nulla, e ancora non si è giunti a una soluzione.
Mpa e Udc rimangono coesi in una protesta formale nei confronti del Pdl, affinché i patti vengano rispettati.
Gli assessori hanno giurato perché abbiamo voluto dare un segnale di disponibilità nei confronti degli alleati, nonché un atto di responsabilità nei confronti della città, conoscendo i tempi tecnici della giunta.
Ma il problema rimane, e l'Mpa non esclude assolutamente di uscire dalla giunta».
Parole forti, alle quali si aggiunge una constatazione polemica nei confronti del Pdl: «E' un partito latitante, ce lo dicano e ne prendiamo atto.
Noi in questi giorni parliamo con Buzzanca e Ricevuto che sono due membri del Pdl, non "il" Pdl.
Chi lo rappresenta a Messina? Forse dovremmo chiederlo a Berlusconi».
Di fatto la quadratura del cerchio è ancora lontana.
Il problema rimane tanto al Comune quanto, forse soprattutto, alla Provincia.
Il manuale Cencelli potrebbe non bastare più, soprattutto se a fronte di accordi presi prima delle elezioni adesso ci si presenta con un prospetto di gran lunga diverso.
L'Mpa continua a essere insoddisfatto dell'unico assessorato al Comune e non si accontenta della presidenza del Consiglio.
L'Udc, dal canto suo, avendo poco da lamentarsi a Palazzo Zanca, dove vanta quattro assessori più la vicesindacatura, avrebbe da ridire sulla Provincia, dove rispetto ai cinque posti in giunta pattuiti il Pdl ne avrebbe riservati quattro, e anche qui la presidenza del Consiglio provinciale (in pole sempre La Rosa) non basterebbe a placare gli animi.
Il quadro, sulla carta dovrebbe essere il seguente: otto assessorati al Pdl, cinque all'Udc e due all'Mpa.
Pare superfluo, visto il clima di incertezza, soffermarsi sui nomi, anche se pare che rispetto ai designati rischi fortemente Loredana Bruno (Mpa).
Un segnale abbastanza chiaro del fatto che un accordo non sia stato raggiunto può essere rappresentato dalle mancate dimissioni da consigliere comunale degli assessori che hanno già giurato e che hanno [...]

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