CERIMONIA DI INTITOLAZIONE ALL’AVIERE FRANCESCO MAIORE

Noto (Testa dell’Acqua) - Giovedì 8 ottobre 2015 ha avuto luogo, in c.da Mezzogregorio (Testa dell’Acqua - Noto), la solenne cerimonia di intitolazione della 137ª Squadriglia Radar Remota dell’Aeronautica Militare al giovane aviere scelto fotografo netino Francesco Maiore (1921-1942), medaglia d’oro al valor militare.
Lʼav.
Maiore morì il 28 novembre 1942 a seguito delle gravi ferite e ustioni riportate per l’abbattimento, il 12 novembre precedente, dell’aerosilurante SM79 su cui volava insieme al suo comandante, il magg.
Buscaglia.
E fu proprio per salvare quest'ultimo, invece che preservare la sua giovane vita, già provata dal ferimento subito in una medesima missione il giorno precedente, che arrivò stremato alla salvezza per mano degli inglesi, i quali non potettero fare altro che constatarne le compromesse condizioni vitali.
“Bentornato in servizio, Francesco!”.
Con questo “saluto”, bello e commovente, il comandante della 137a squadriglia di Testa dell’Acqua, cap.
Alessandro Pardo, ha aperto il suo discorso ponendo in rilievo la figura del giovane Francesco, un fotografo di bordo i cui scatti in sequenza, una volta sviluppati, permettevano di valutare gli obiettivi conseguiti e di effettuare un confronto con altre informazioni ricevute.
Il 50% di una missione degli aerosiluranti dipendeva da questo. Era un lavoro che rendeva Francesco orgoglioso e fiero e ciò faceva leva sul suo innato senso del dovere, tanto è vero che quel 12 novembre, seppur convalescente, convinse il suo comandante, che lo aveva di fatto esonerato, a farlo partecipare a quella che si sarebbe rivelata la loro ultima missione insieme.
“Chi per la patria muore non muore mai, chi per la patria muore ha vissuto assai”.
Queste le parole di Francesco, nelle quali è racchiuso il vero senso dell’immortalità, perché dopo 73 anni quasi siamo qui a parlare di un ragazzo la cui vita, il cui lavoro, la cui nobile condotta sono stati guidati da quei valori (l’amicizia, l’amore per la famiglia e per la patria, il senso del dovere, la lealtà) che ancora oggi rappresentano noi Italiani e ci vengono riconosciuti in tutto il mondo all’insegna del nostro vessillo più rappresentativo: il Tricolore, che con il suo libero sventolare ha fatto da garante silente all'intera cerimonia.
Il cap.
Pardo, nel rivolgersi, quindi, direttamente a Francesco, certo che egli non farà mai mancare la sua protezione e il suo appoggio agli uomini e alle donne della 137a, gli ha rivolto il suo Bentornato a casa! Il sindaco, dott.
Corrado [...]

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