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Cgil, tragico errore sarebbe decretare la fine di "Mare Nostrum" "Decretare la fine dell''operazione ''Mare Nostrum'' sarebbe un tragico errore".
E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica.
"Istituita a seguito dei naufragi dello scorso anno, in cui persero la vita 600 persone, - ricorda la dirigente sindacale - ha consentito il soccorso e il salvataggio di oltre 150.000 persone, l'arresto di 500 scafisti ed ha offerto al mondo un volto civile ed efficiente dell'Italia".
"Sono persone - sottolinea Lamonica - che, in gran parte arrivano dalla Siria e dall'Eritrea, cioè da zone teatro di guerre brutali, e comunque sono in fuga da violenze, fame e persecuzioni.
Sono rifugiati e richiedenti asilo che hanno diritto a protezione umanitaria e che nessuna operazione di rafforzamento delle frontiere potrebbe fermare.
Se ne condannerebbe un numero ancora più alto alla morte e si assisterebbe ugualmente agli sbarchi, ma in condizioni di minore sicurezza per tutti, perché verrebbero meno i filtri, anche sanitari, che l''operazione ha finora garantito".
L'operazione europea Triton, aggiunge la sindacalista, "ha una missione ed un ruolo assai diverso da ''Mare Nostrum'': opererebbe dentro le acque territoriali e non ha la missione del soccorso bensì quella della difesa delle frontiere, per cui come affermato dagli stessi organismi europei, non può sostituire ''Mare Nostrum'', che potrà cessare quando verrà sostituita da analoga missione europea, per la quale il governo italiano deve battersi.
L'unica via per governare una catastrofe che non è destinata a finire a breve, stante l'aggravarsi delle condizioni di guerra, è quella di costruire canali di accesso legale in Europa, e quindi di assumere il tema dell'asilo e della protezione umanitaria come una delle questioni centrali su cui ridare impulso al processo di costruzione europea".
Il governo, conclude, "non ceda alle spinte demagogiche e xenofobe che da sempre si agitano in Italia, e prosegua la missione, rafforzando al contempo la pressione in Europa, ma non cessando di far svolgere al nostro Paese un ruolo di umanità e di civiltà che nel passato, quando quelle stesse forze imponevano i ''respingimenti'', avevamo drammaticamente perso e che ''Mare Nostrum'' ci ha restituito".

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