CHE COS’E’ IL MAL D’AFRICA? - Lettera da Sara

Caro Beppe, non c’è giorno che passa in cui non penso al mondo di Chaaria.
Spesso guardo l’ora e immagino che cosa starai facendo in questa rossa terra che mi ha permesso di conoscerti.
Ricordo con immensa gratitudine l’esperienza che ho vissuto, grazie al tuo consenso, verso il lavoro ospedaliero, ma la ricordo anche con profonda tristezza perché mi rendo sempre più conto (e non ci credevo) che la realtà “chaariana” mi manca e mi manca veramente tanto.
Credevo di tornare in Italia e ri-immergermi in questa realtà che per tre mesi ho abbandonato; invece il rientro è stato ed è tutt’ora molto duro da accettare.
Non per la realtà occidentale, ma perché Chaaria è stata un’esperienza “purtroppo” positiva che mi ha dato la possibilità di capire qual è la mia vera strada da seguire, mi ha illuminato sul cammino della mia futura vita e tutto questo senza che io lo cercassi.
E’ giunto così, improvvisamente al mio rientro, giorno dopo giorno.
Ho capito che ho una profonda passione verso l’ambito disabile (il mio “lavoro” qui in Italia) e sono queste persone che cerco di aiutare migliorando la loro qualità di vita, cercando di integrarle nella società e di dar loro la possibilità di praticare attività fisica come mezzo di autofiducia fisica e psichica.
Ma poi c’è l’Africa...c’è Chaaria che non mi lascia dormire.....
Sono giunta alla consapevolezza che la mia strada risiede proprio nel prendersi cura del prossimo e questo lo faccio con il cuore.
È vero, molte persone affermano giustamente che non si deve andare in Africa per aiutare chi soffre perchè sono molte le vite che vivono questa sofferenza e hanno bisogno d’aiuto anche qui in Italia, ma quello che Chaaria mi ha aiutato a “vedere” all’interno del mio DNA è che la mia Anima, il mio Cammino o chiamiamola Vocazione è rivolta a coloro che hanno bisogno di aiuto, ma soprattutto a coloro che si trovano a essere i poveri tra i più poveri, come affermava Madre Teresa.
Dentro me sento questo battito d’Amore sempre più intenso verso i più poveri, e mi porta a un’indifferenza verso questo mondo tecnologico, fatto di comfort inutili, di agi, di ricchezze, di eccessi, di sprechi, di falsità; e dentro me non nego che “AMO” (tanto da sentirmi a mio agio) la realtà in cui regna la povertà: una povertà (come ho conosciuto a Chaaria) fatta però di intenso Amore, di Rispetto, di Compassione, di Umiltà e di Umanità verso l’Altro.
Non so bene ancora che cosa sarà della mia vita.
Quello che sento è quest’immenso [...]

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