CI RISIAMO: CENCIO DICE MALE DI STRACCIO

Dopo avere approvato – non senza polemiche – le linee guida della prossima “finanziaria”, il governo si è visto piovere addosso una sequela di accuse: ha cominciato l’Europa con il commissario all’economia Almunja che l’ha giudicata debole e non rispondente a quanto ci vorrebbe per ridurre il debito pubblico; ha proseguito il governatore di Bankitalia che ha rilevato l’assenza di riduzioni della spesa pubblica e, di conseguenza, anche della pressione fiscale; in ultimo è arrivata la Corte dei Conti che ha buttato sul tavolo un carico da undici, affermando che stiamo mettendo in conto il famoso “tesoretto”, del quale non è chiara la base di calcolo e quindi deve essere considerato assolutamente aleatorio, cioè non spendibile.
Avrete visto dal titolo che la polemica “Prodi contro tutti” non mi interessa più di tanto: forse è interessante la risposta del nostro Premier che ha orgogliosamente affermato di “voler essere lasciato in pace nel governare l’economia della Nazione”; bella uscita, specchio di uno che la le scatole piene delle polemiche e se la prende con questi che, almeno sulla carta, non possono votargli contro in Parlamento.
Invece di questa polemica mi interessa un altro aspetto e cioè la partecipazione alla gogna mediatica del governo da parte della Corte dei Conti, istituzione di cui sentiamo spesso parlare ma che conosciamo poco; ebbene, su un quotidiano mi è capitato di imbattermi in una disamina “finanziaria” di questa struttura: 615 è il suo organico – di cui 105 donne – e 156mila euro la retribuzione media annua dei magistrati contabili.
A questa notizia,  che per la verità mi ha un po’ turbato, vorrei fare due sole osservazioni: la prima è che probabilmente i signori della Corte dei Conti percepiscono lo stesso stipendio degli altri magistrati e quindi, quando sentiamo i vari P.M.
o i vari G.I.P., ricordiamoci che la prebenda mensile supera i 13 mila euro che, a casa mia, non sono bruscolini e quindi da ora in poi mettiamoci anche loro nella “casta” che spadroneggia e si appropria di cifre importanti: vogliamo rivalutare Mastella?? No, aspettiamo un po’, ma si potrebbe guardare il mondo delle ruberie italiche con un occhio più aperto, e comprenderci tante altre istituzioni, oltre quelle politiche, che non appaiono ma che il 27 di tutti i mesi si ingrassano proprio come gli altri, magari avendo sparlato dei ladroni della politica per tutto il tempo.
E qui arrivo alla seconda cosa che mi interessa; non è una novità, ma dato che nessun quotidiano o [...]

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