COME RIDARE AL VOTO DI FIDUCIA IL SUO SIGNIFICATO

In occasione del varo della “Legge di stabilità”, come ha chiaramente scritto il costituzionalista M.Ainis(1), la dignità di ambedue le Camere è stata calpestata.
Infatti la funzione delle Camere è quella di discutere le leggi – ovviamente avendone ciascun parlamentare esaminato il testo, se ne aveva la competenza e la voglia – e poi, dopo il necessario dibattito, quella di votarle.
Invece il governo ha semplicemente detto a quegli stessi parlamentari: “Se non votate questo testo a scatola chiusa, perdete il vostro seggio e andate a casa”.
E questo si chiama “votare con la pistola puntata alla tempia”.
Certo, i competenti potrebbero obiettare che l’espressione più esatta è un’altra: “Se non votate la fiducia al governo, cade il governo, si va a nuove elezioni, e voi dovrete cercare, se vi riesce, di farvi rieleggere.
Se invece votate la fiducia al governo, tutto andrà liscio.
Se siete convinti che questa legge sia negativa, o che il fatto di votarla senza conoscerla costituisca un’offe...

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