COMMOZIONE BLOG-CELE BRALE: considerazioni a 40 gradi

Che io soffra il caldo non è un mistero per nessuno.
Che il mondo del blog sia un ecosistema che non mi corrisponde più da tempo pure.
E se prima era solo l’entourage di virgilio a tenermi lontana dal computer adesso ci sono una serie di motivazioni inerenti alla mia vita che mi fanno ignorare deliberatamente tastiera, schermo e mouse.
Il mio pc è sempre acceso.
Ma vive di vita propria.
Scarica tutto ciò che mi serve per andare avanti nel mio lavoro ed è diventato autonomo in tutto.
Io mi limito a pagare le bollette al signor alice.
Venire qui mi fa spesso cadere le braccia.
Troppe volte mi tocca confrontarmi anche con la parte di questo mondo che non cambierà mai.
Me la ritrovo nei commenti o nelle cretinate che vedo seminate in giro, nelle rare volte in cui il mio snobismo si prende la briga di andarle a leggere… per intenderci, quando gli inviti a prendere in considerazione certe idiozie me li portano fin dentro casa, me li scrivono proprio qui, sotto le mie parole.
Posso sempre cambiare io se quello che c’è intorno a me resta comunque uguale: posso diventare più comprensiva senza rinunciare al mio pungente modo di essere.
E allora quando mi capitano queste cose mi sforzo di comprendere.
In effetti fa caldo per tutti, ma a quanto pare non tutti reagiscono con ghiaccio, musica e limonate come me.
C’è anche chi ama divertirsi inventando banali soap opera nel sottotesto del blog: intrighi, trame, sentimenti scontatissimi che fanno finta di essere violenti come l’invidia, la passione, la carnalità.
Una specie di Beautiful insomma… un mal congegnato sistema di patinate “rivombrosate”, se vogliamo andare al passo con i tempi… peccato che io non ne conosca nemmeno i meccanismi perché, ancora per snobismo, ho sempre ostentato una radicale indifferenza per tali programmazioni trash, sentendomi spesso orgogliosa di me stessa per questo.
Non mi piace mischiare la mia vita con certe cose.
L’ho riscoperta da poco e la ritengo troppo più preziosa per dedicare un tempo che non ho a simili banalità.
Non ho mai fatto corsi specializzati di sceneggiatura, ma so che se fossi io il regista di questo psicodrammone, che si mette in atto nel mondo dei blog da quando qualche losco personaggio ha deciso di smuovere un po’ la staticità delle acque limacciose, raffinerei un pochettino meglio la profondità psicologica dei personaggi.
Il loro spessore, la loro capacità di sorprendere se stessi e gli altri.
So che li caratterizzerei a tutto tondo per renderli quantomeno verosimili.
No ho mai manifestato simpatia [...]

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