COMUNICATO STAMPA

Comunicato-stampa COBAS La porcata è compiuta: la cattiva scuola di Renzi viene approvata in Parlamento, mentre al di fuori è respinta unanimemente dal popolo della scuola Ma il governo, il PD e Renzi pagheranno pesantemente l’aggressione alla scuola pubblica.
Dal 1° settembre in ogni scuola “barricate” unitarie per impedire l’applicazione della legge Non ci aspettavamo certo che, dopo l’imposizione violenta della fiducia al Senato, il ducetto Renzi rinunciasse proprio alla Camera - laddove ha una maggioranza schiacciante grazie ai dittatoriali meccanismi elettorali – a far approvare la sua cattiva scuola.
Né possiamo sperare che ora un presidente della Repubblica “miracolato”  da Renzi riconosca, come dovrebbe, l’anticostituzionalità di una legge che persino la commissione del Senato ha dichiarato tale.
Dunque, la porcata è compiuta: il distruttivo articolato è purtroppo legge.
Il popolo della scuola pubblica ha fatto tutto il possibile, e anche qualcosa in più, per bloccarla; e in qualsiasi altro paese “occidentale”il governo avrebbe fatto marcia indietro, ma non in Italia dove da decenni il disprezzo della politica politicante nei confronti dei movimenti sociali, delle espressioni dirette e genuine della società è a livelli record.
Restiamo però assolutamente convinti, pur avendo perso una battaglia importante, di poter vincere la guerra che il governo ha dichiarato alla scuola pubblica.
Lo scontro si intensificherà fin dal Primo Settembre in forme rinnovate, diffuse e profonde.
Stante la determinazione, l’unità e l’indignazione corale riconfermatesi anche oggi in piazza a Montecitorio,  Renzi vedrà ingigantirsi nei prossimi tempi la drastica sconfessione, elettorale e di consenso, già operata nei confronti del PD nelle ultime settimane.
Ma soprattutto la cattiva scuola dovrà affrontare da settembre uno scontro permanente in ogni istituto, fin dalla prima riunione dei Collegi docenti e dei Consigli di istituto: si passerà dalla battaglia campale ad una “guerriglia”, non-violenta ma pervasiva, diffusa, continua e logorante per i sostenitori della scuola-azienda.
Ogni scuola dovrà costituire una barricata contro l’applicazione del Ddl.
I docenti non accetteranno mai di perdere la libertà di insegnamento, di essere assunti e licenziati da un preside-padrone che dovrebbe sceglierli da Albi di migliaia di persone, di essere premiati o puniti da un “gran Giurì” che dovrebbe, a proprio  pretestuoso  giudizio, valutarne il lavoro e le capacità, distruggendo la [...]

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