CONFINDUSTRIA CASERTA: IL NUOVO PRESIDENTE E’ QUEL MORELLI CHE VOLEVA PORTARE LA PIATTAFORMA DEI RIFIUTI A PIGNATARO - INSIEME CON SOGGETTI COLPITI DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA

PIGNATARO MAGGIORE – Veleggia di successo in successo la carriera dell’imprenditore Luciano Morelli: da dicembre, infatti, sarà il nuovo presidente di Confindustria Caserta.
Non vogliamo qui ripetere – i nostri (pochi) lettori le leggeranno copiose in Internet – le notizie sulle tante benemerenze imprenditoriali conquistate sul campo dal dott.
Luciano Morelli, ma qui desideriamo comunque sottolineare che nel quadriennio precedente era già vicepresidente con delega alla “legalità”.
Abbiamo di fronte, quindi, un imprenditore che possiamo ritrovare nei convegni o sulla stampa sua amica, e benedicente, a spiegare a noi sfortunati cittadini della provincia di Caserta quali siano le ricette per battere la camorra, riavviare lo sviluppo e trasformare Terra di Lavoro in una sorta di paradiso senza problema alcuno.
Amen.
Per noi cittadini di Pignataro Maggiore, però, il dott.
Luciano Morelli è legato al ricordo di una delle varie battaglie ambientaliste che abbiamo condotto per difendere il territorio dagli ecomostri.
Morelli, infatti, era consigliere della società del famigerato progetto che avrebbe voluto portare a Pignataro Maggiore la piattaforma per i rifiuti industriali tossici e nocivi.
Morelli, per noi, non è un “semplice” avversario, è un nemico.
Voleva, il nuovo presidente di Confindustria Caserta, trasformare Pignataro Maggiore nella pattumiera del mondo; ma “Piattaforma spa” fu sconfitta.
Massiccia la mobilitazione popolare, nonostante la pesante azione repressiva di cosiddetti e memorabili tutori dell’ordine che (non avendo niente da fare, “la camorra non esiste”) impegnavano il loro tempo – retribuiti con i soldi dei cittadini – a mandare alla magistratura informative allarmate e allarmistiche contro gli ambientalisti e soprattutto contro i giovani del centro sociale “Tempo rosso”.
Un’autentica persecuzione che fece coniare la definizione di “Agro cileno”, al posto di Agro caleno.La partita si concluse in maniera definitiva quando, a seguito di un’inchiesta del giornalista Enzo Palmesano, che allora tra l’altro collaborava al quotidiano locale “Giornale di Caserta”, emerse clamorosamente che della “Piattaforma Spa” facevano parte soggetti pericolosi ai sensi della normativa antimafia e pertanto destinatari di interdittiva prefettizia.
Proprio così: quello che poi sarebbe diventato il vicepresidente con delega alla “legalità” di Confindustria Caserta, era impegnato nel progetto della piattaforma dei rifiuti industriali tossici e nocivi con soggetti [...]

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