CONSIDERAZIONI

"Questo è per Allah".
Gli attentatori del London Bridge, mentre mietevano le loro vittime, urlavano il nome del profeta.
Circostanza molto più che comune in tutti gli attacchi di matrice islamista.
Proprio come Nizza, Rouen, Istanbul, Dacca, Manchester.
Sempre Allah.
Il Dio dell'islam di cui Maometto è profeta: il suo nome risuona, cupamente, sempre e comunque.
E Roberto De Mattei, in un articolo su Il Tempo, si interroga: "Si può continuare a negare l'esistenza di una guerra religiosa?".
Una domanda la cui risposta potrebbe apparire semplice, ma non per tutti.
Non è possibile, infatti, affermare che "non si può uccidere nel nome di Dio" per cancellare la matrice religiosa del progetto islamista di conquista.
Si pensi che anche Theresa May, dopo l'ultimo attacco a Londra, ha parlato chiaramente di "estremismo islamico", di "ideologia" la quale "si diffonde attraverso internet e le grandi società".
Eppure.
Eppure ieri, 4 giugno, Papa Francesco era a Regina Coeli, in visit...

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