CORTONA (AR) - 1° parte

LA STORIA DELLA CITTA'  DALLE ORIGINI DELLA CITTÀ ALLA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO La fondazione della città si perde nella nebbia di numerose leggende delle quali si ha traccia già nell'età classica.
Tali leggende furono rimanipolate acquistando consistenza soprattutto nel tardo periodo rinascimentale sotto la dominazione di Cosimo Primo (1537-1574).
Esse infatti miravano tutte al raggiungimento dei due seguenti scopi, sia pure contrapposti: - per quanto riguarda la classe dirigente fiorentina: a valorizzare la vasta consistenza territoriale della Toscana, come antica Etruria, nonché l'antichità di tutte le sue più famose città sin dai primordi della civiltà subito dopo il Diluvio Universale, allo scopo di ottenere per quel territorio e per quelle città il riconoscimento di Granducato e del titolo di Granduca per Cosimo, cosa che fu concessa da Pio V nel 1570.
- per quanto riguarda la classe dirigente cortonese: a valorizzare l'antichità della città presentandola come la più nobile ed antica fra le città della Toscana, il cui ordinamento autonomo, risalente alla lucumonia etrusca, si era successivamente plasmato nel libero comune medioevale.
Nel contesto di un confronto, in quel periodo assai aspro con i Signori di Firenze che avevano sottomessa Cortona, la rivalutazione dei miti leggendari e particolarmente di quello etrusco, permetteva alla classe dirigente cortonese di avere un alleato nelle rivendicazioni dell'autonomia cittadina.
La guida seicentesca di Giacomo Lauro, rifacendosi a scritti di Annio Viterbese (1432-1502), che attinge a molti scrittori dell'antichità, narra che centootto anni dopo il Diluvio Universale Noè, navigando dalla foce del Tevere, attraverso il Paglia entrò nella valle della Chiana e piacendogli questo luogo più di ogni altro d'Italia per essere molto fertile, vi si fermò ad abitare per trenta anni.
La sua discendenza, fra cui un figlio di nome Crano giunto su di un colle e piacendogli assai l'altezza del luogo e l'amenità del paese e la tranquillità dell'aria l'anno duecentosettantatre dopo il "Diluvio Universale" vi edificò la città di Cortona la quale, come Stefano (prima metà del VI secolo d.
C.
539-545) grandissimo historiografo greco afferma, fu la terza città d'Italia costruita dopo il diluvio, e metropoli degli antichissimi Turreni.
Noè, visto che Crano aveva fatto bene lo nominò Corito, cioè Re e successore di Regno, infatti Curim da cui deriva Corito significa scettro che in lingua latina si dice Quirim, da cui l'appellativo Quirino dato a Romolo.
Crano, una [...]

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