COSUMATORI: LA DEMOCRAZIA DELLA CRISI

di Mauro Artibani  Questa crisi sfianca;  lascia tutti esposti a ogni folar di vento.
Se  c'è bonaccia restiamo fermi, depressi, indebitati, inebetiti: scorte industriali che si svalutano; dal lattaio il latte caglia; l'assordante ticchettìo degli abiti che passano di moda sugli scaffali ossessiona i commercianti;  l'invenduto dei quotidiani  incarta il pesce; quelli del credito a guardarsi in cagnesco; quelli che lavorano si girano i pollici; i consumatori sfaccendati.
Tutti stressati, ingolfati e in trepida attesa.
Se dopo la bonaccia però si alza il vento dell'inflazione, aumenta il costo del debito e sono cacchi! Se c'è deflazione poi, aumenta il valore del nostro debito e giù altri cacchi.
Se c'è inflazione si riduce pure la capacità di acquisto, si ferma la produzione, si riduce il lavoro, non si commercia, aumentano le sofferenze creditizie.
Stessa cosa con la deflazione: si rimanda l'acquisto a prezzi più convenienti, i produttori lì in attesa, i lavoratori a braccia conserte, i commercianti sulla porta sbadigliano, quelli del credito ingrigiscono.
Realtà, surrealtà?  Ce n'è per tutti o forse per nessuno.
La "democrazia della crisi" si dice.
Tutti nelle piste perché chiunque si sia, si è pure Consumatori.

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