CRISI AL COMUNE DI TERMOLI

CRISI AL COMUNE ANCORA NESSUN ACCORDO UFFICIALE SUL DOCUMENTO DA PRESENTARE AL SINDACO MANCANO ALCUNE FIRME Ricomposizione della maggioranza al Comune di Termoli ancora tutto in alto mare.
La situazione che ieri mattina pareva ormai alla conclusione, con la proposta dell'allargamento della Giunta da sei ad otto componenti che era di gradimento anche per il Sindaco dimissionario, si é arenata almeno fino a questa sera.
Ma andiamo con ordine.
Ieri mattina, come stabilito, gli Assessori e il presidente del Consiglio hanno presentato le dimissioni al Segretario generale per poi farle protocollare.
Il primo passo é stato accolto da tutti come un atto di responsabilità e si é passati immediatamente alla seconda fase, quella più importante e condivisa dal primo cittadino per ritirare le dimissioni: la firma dei 18 Consiglieri di maggioranza sul documento da presentare a Vincenzo Greco.
E qui non sono mancati i colpi di scena.
Alla lista, sempre fino a tarda sera, mancavano quelle di tre Consiglieri del Pd (Ettore Fabrizio, Antonio Paparella e Michele Colella: Franco Scurti ha aderito), e quella di Giuseppe Rocchia dell'Udeur.
Propro quest'ultimo, degli altri tre non si avevano tracce, ha posto delle condizioni: “Firmerò come diciottesimo”.
Come a dire, giustamente,  voglio vedere prima l'atto ufficiale degli altri e poi li seguirò.
Giustamente perché il suo ragionamento non fa una grinza.
I quattro del Pd hanno chiesto ed ottenuto l'allargamento della Giunta ma all'atto ufficiale ne mancano tre.
A questo punto Rocchia avrà pensato bene di volerci vedere chiaro e si é detto disposto a firmare ma su una carta in bianco e non su quella ufficiale da presentare al Sindaco.
Perché se vengono meno le firme di una componente che fino a due giorni fa ha dettato legge, l'accordo va rivisto completamente.
Incontri e telefonate varie si succedono e solo domani mattina si saprà a quale sorte va incontro Greco e la sua Amministrazione.

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