Caccia all'errore

Le banche non possono fallire e quindi vengono salvate dallo Stato; Le banche sono soggetti privati; Ergo: quando lo Stato offre i suoi bond alle banche (perché finanzino le imprese) le banche non sono obbligate ad accettare; E’ tutto vero purtroppo.
Tuttavia viene un po’ di orticaria se si pensa che le banche corrono a finanziare i privati per l’acquisto di case (anche seconde case) mentre le imprese soffrono perché i banchieri non sanno più fare il loro lavoro che è quello di rischiare denaro nell’impresa.
E allora che fare? Purtroppo le banche si trovano nella posizione di poter comunque e sempre socializzare le perdite, dato che non possono fallire, e richiamarsi alla autonomia dei privati quando si tratta di fare utili.
E’ vero dunque che non sono obbligate a fare alcunché.
Se volessimo essere coerenti dovremmo acettare (come avviene peraltro negli USA) che le banche falliscano, anche se sarebbe esiziale per noi, che di fronte al rischio di fallimento della nostra banca correremmo a ritirare i nostri risparmi per metterli in un posto più sicuro.
E allora? Dovremmo imporre alle banche di eseguire gli ordini di Tremonti? Certo, per le imprese sarebbe una gran cosa (e anche per noi) ma è impossibile imporre alcunché a un privato.
Dov’è l’errore? Riflettiamo sulla possibilità che l’errore sia nella seconda frase: “Le banche sono soggetti privati”.
Le banche si trovano nella condizione di non poter fallire perché hanno in cassa i nostri risparmi, e nello stesso tempo controllano i rubinetti di denaro che arrivano alle imprese, al punto che uno Stato sovrano come il nostro non è in grado di prestare i suoi soldi al mondo delle imprese senza implorare le banche stesse.
Secondo me ce n’è quanto basta per dire una buona volta che queste due caratteristiche che ho appena elencato rendono le banche un soggetto di fatto PUBBLICO, e pertanto le banche devono essere pubbliche.
Se fosse così oggi Tremonti non avrebbe difficoltà alcuna a finanziare le imprese e nello stesso tempo non vi sarebbe scandalo di fronte all’impossibilità che le banche falliscano.

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